Gatti contestato dai tifosi della Juventus per l’esultanza contro il Milan: questione di mentalità
La Juventus si è aggrappata all'intuizione di Luciano Spalletti il quale nei minuti finali della sfida contro il Milan ha deciso di mandare in campo Federico Gatti facendolo giocare come attaccante. Il difensore, sfruttando i suoi centimetri, è riuscito a realizzare il gol del definitivo 1-1 che ha fatto esplodere l'Allianz Stadium. Ma a far discutere è stato il tempo perso dallo stesso Gatti per esultare quando c'era ancora un po' di tempo per eventualmente completare la rimonta, ribaltare la partita, e portare a casa tre punti. Gatti infatti dopo il gol è andato a esultare sotto la curva bianconera alzandosi in piedi sui cartelloni pubblicitari urlando qualsiasi cosa.
Il difensore ha abbracciato i compagni di squadra, ha mostrato i muscoli alla tribuna e poi solo dopo è ritornato nella propria metà campo. Tempo prezioso perso che per qualcuno è sintomo di poca maturità e di una mentalità vincente che è ancora non è riuscita ad entrare nella testa dei calciatori bianconeri. I tifosi sui social hanno paragonato, al contrario, quanto fatto da Hermoso in Roma-Atalanta. Il difensore giallorosso, dopo il gol del momentaneo pareggio, non ha nemmeno esultato girandosi subito per prendere di nuovo posizione nella propria metà campo al pari dei suoi compagni.
Questo per gli avversari che si ritrovano ad aver subito quel gol vuol dire avere pressione. Capire che dall'altra parte c'è chi è convinto di poter ribaltare la partita e vincerla sfruttando ogni pallone lottando come un guerriero, non è facile. Ed è ciò che è successo proprio all'Olimpico con la Roma che non ha mollato un attimo costringendo l'Atalanta a rintanarsi nella propria area di rigore subendo poi inevitabilmente il gol. Allo Stadium invece è successo l'esatto contrario con il Milan che, una volta vista la reazione dei bianconeri a quel pareggio che sembrava oro vista l'esultanza, ha provato a rovinare "la festa" provando addirittura a vincerla con quel contropiede tentato da Cisse il quale si è poi scontrato con lo stesso Gatti.
Il dna bianconero tanto decantato da Spalletti tra la passata stagione e quella attuale, sembra essere ancora un lontano parente di quel concetto a cui tanto teneva la famiglia Agnelli assorbito totalmente dalla Juve di una volta composta dai vari Del Piero, Nedved, Buffon, Trezeguet, Thuram, Pirlo, Marchisio e tanti altri, solo per citarne alcuni. Una squadra capace di giocare con la consapevolezza di poter vincere affrontando ogni avversario a viso aperto senza alcun timore. Oggi però l'esultanza di Gatti mostra ancora una Juve versione "provinciale" – con tutto il rispetto per le squadre raccolte in questa terminologia – che sembra accontentarsi di un pari in extremis contro il Milan senza prendersi il rischio di provarla a vincerla.
Una squadra che appare incapace di mostrare i muscoli nei momenti in cui c'è bisogno di mettere paura agli avversari quando sono più vulnerabili. La mentalità vincente è invece proprio quella mostrata dallo stesso Hermoso che non bada nemmeno per un secondo a esultare dopo aver visto il pallone colpito di testa finire in rete. La Roma ha voluto comunicare all'Atalanta che non avrebbe dato alcun momento di respiro alla Dea fino al triplice fischio dell'arbitro. Una questione di mentalità, ecco, quella che per la Juve ad oggi sembra essere ancora un lontano ricordo del passato..