Lotito nuovo proprietario della Reggina, cosa dice il controverso regolamento sulle multiproprietà

Claudio Lotito è sempre più vicino ad ampliare i propri interessi nel calcio italiano. Il presidente della Lazio è infatti a un passo dall'acquisizione della Reggina, storico club calabrese che ripartirà dalla Serie D. Dopo settimane di trattative, il closing dell'operazione è ormai imminente e si attende soltanto l'ufficialità del passaggio di proprietà.
L'accordo prevede un investimento complessivo stimato tra i 4 e i 5 milioni di euro, cifra che comprende sia l'acquisizione del club sia la costruzione di una squadra competitiva con l'obiettivo dichiarato di riportare la Reggina tra i professionisti nel più breve tempo possibile. Con questa operazione, Lotito aggiungerebbe un'altra società alla propria galassia calcistica, pur mantenendo la presidenza della Lazio.

Dal punto di vista normativo, l'operazione non presenta ostacoli nell'immediato. La Reggina, infatti, milita attualmente in Serie D, campionato dilettantistico che consente la coesistenza della proprietà con un club professionistico come la Lazio. È proprio questo l'aspetto che rende oggi possibile l'ingresso di Lotito nella società amaranto.
L'obiettivo, però, è chiaramente quello di conquistare la promozione in Serie C. Ed è qui che entrerebbe in gioco uno scenario completamente diverso: se la Reggina dovesse tornare nel calcio professionistico, la posizione del presidente biancoceleste diventerebbe incompatibile con le attuali norme federali.
Lotito-Reggina, cosa dice il regolamento sulle multiproprietà
Le disposizioni della FIGC sono molto chiare. Lo Statuto federale (articolo 7) e le Norme Organizzative Interne della FIGC (NOIF, articolo 16-bis), modificate nel 2021, vietano che una stessa persona o società detenga partecipazioni in più club appartenenti al calcio professionistico.
Questo significa che la convivenza tra Lazio e Reggina sarebbe consentita soltanto finché il club calabrese resterà in Serie D: nel momento in cui gli amaranto dovessero conquistare la promozione in Serie C, Lotito sarebbe obbligato a scegliere quale delle due società mantenere, cedendo l'altra entro i termini previsti dalla normativa.

La regola è stata introdotta dopo i casi che hanno interessato diverse multiproprietà nel calcio italiano, con l'obiettivo di garantire trasparenza e tutelare la regolarità delle competizioni. Le deroghe concesse in passato riguardano esclusivamente situazioni già esistenti al momento dell'approvazione della norma, come quella di Napoli e Bari, e non sono applicabili a nuove operazioni.
Negli ultimi giorni si è parlato della possibilità di una futura revisione del regolamento, ma al momento non esistono segnali concreti in questa direzione. Anche il neo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha ribadito che la norma è pienamente in vigore e che una sua modifica non rappresenta una priorità.
Per questo motivo l'acquisizione della Reggina rappresenta sì un'opportunità per Lotito, ma anche una scommessa. Se il progetto sportivo dovesse centrare l'obiettivo della promozione tra i professionisti, il patron biancoceleste si troverebbe davanti a una decisione inevitabile: continuare con la Lazio oppure puntare definitivamente sulla rinascita della Reggina. Un bivio che, almeno per ora, resta rimandato, ma che potrebbe diventare realtà già al termine della prossima stagione.