Il 7 agosto si saprà chi tra Lione e Juventus procederà in Champions League: ritorno degli ottavi di finale dopo l'andata pre Covid finita 1-0 per i francesi, in un deserto J Stadium si svolgeranno gli ultimi 90 minuti per capire chi si qualificherà. Nell'attesa, la Juventus ha conquistato il nono scudetto consecutivo, tra alti e bassi, mantenendo la leadership in Italia e ripetendosi anche con Maurizio Sarri dopo le epopee di Conte e Allegri. Il Lione è dovuto rimanere a guardare: la Ligue 1 si è fermata a marzo, nessuna gara ufficiale è stata giocata se non la finale di Coppa di Lega francese, persa ai rigori contro il Psg.

Una ‘prima' generale dopo mesi di riposo forzato e senza poter giocare con avversari e stimoli all'altezza. Il ritorno in campo è stato tutto sommato positivo, ma il risultato è stato a favore dei parigini che hanno potuto festeggiare anche il trofeo nazionale dopo la conquista (a tavolino) dello scudetto di questa stagione tormentata da pandemia e contagi. Tuttavia, per Rudi Garcia, tecnico dei francesi è stato un test fondamentale proprio in vista della Juventus che resta l'obiettivo dichiarato del club.

Sono trascorsi 5 mesi dall'andata di Lione e tante cose sono cambiate da allora, dall'addio di Tousart ai 5 mesi di astinenza dei francesi dal campo, dai malumori bianconeri per aver vinto fin qui senza convincere (e perdendo anche loro la coppa nazionale, contro il Napoli). Un return match ricco di incognite, tra cui la tenuta del Lione più che psicologica, fisica per affrontare 90 minuti all'altezza e – in caso di parità nel punteggio dell'andata – anche di più: "Contro il Psg è stata la nostra prima vera gara, abbiamo sofferto molto fisicamente e il recupero sarà un elemento importante. Abbiamo una ottima base su cui lavorare e crescere: il nostro obiettivo è però fissato, ed è raggiungere i quarti di finale".