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L’Inter dimentica il Bodo, Dimarco e Calhanoglu castigano il Genoa in un San Siro in clima scudetto

Nel primo tempo ci pensa Dimarco, nella ripresa Calhanoglu e l’Inter chiude al meglio anche la pratica Genoa a San Siro che si scalda in vista del derby con il Milan. Una serata di festa, iniziata con la celebrazione pre match di una tifosa d’eccezione, Arianna Fontana.
A cura di Alessio Pediglieri
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Il ritorno alla vittoria è il balsamo migliore soprattutto per lenire le ferite europee e l'Inter non fallisce la prima occasione utile per farlo: 2-0 al Genoa, di fronte ad un San Siro che applaude convinto, di fronte alla certezza di presentarsi al derby contro il Milan con almeno 10 punti di vantaggio in classifica. Con una atmosfera che profuma di tricolore, obiettivo stagionale principe che i nerazzurri stanno accarezzando sempre più in modo concreto.

Il Genoa per dimenticare il Bodo. San Siro risponde alla grande anche perché c'è uno scudetto da blindare e da stringersi al petto dopo l'ennesima delusione europea. Così il clima di Inter-Genoa è caldissimo e di festa, ancor prima del fischio di inizio visto che sul prato arriva Arianna Fontana, la plurimedagliata olimpica e grandissima tifosa nerazzurra che viene onorata dalla targa "14", numero magico delle medaglie conquistate in carriera durante i Giochi. Poi, spazio al calcio, con Chivu che si presenta con Pio Esposito in panchina e mischiando un po' le carte nell'undici iniziale.

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Gara subito in mano ai padroni di casa ma il Genoa di De Rossi è squadra concreta, capace di gestire le difficoltà, tenace e resiliente. Nemmeno il gol capolavoro di Dimarco, al volo col piattone sinistro scombussola lo status del Grifone che porta avanti la propria partita, riuscendo a non affondare anche grazie alla traversa, colpita da Mkhitaryan, e alle parate di Bijlow, l'olandese volante tra i pali. Un primo tempo in cui l'Inter macina gioco e chilometri ma lascia la partita più che aperta dimenticando forse della capacità già espressa dai liguri di trovare le soluzioni vincenti proprio nel finale delle partite.

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L'Inter non riesce a trovare il gol nemmeno nel secondo tempo, con Chivu che toglie un abulico Thuram dal terreno di gioco e inserisce anche Calhanoglu per dare maggior qualità dalla cintola in su insieme a Pio Esposito. Ma la gara si porta sui binari giusti a metà secondo tempo quando su una imbeccata di Luis Henrique, che colpisce un palo pieno, la difesa del Genoa sbaglia tutto commettendo un banale fallo di mano. Dagli undici metri, il centrocampista turco non sbaglia e si prende l'onere e l'onore del 2-0 che allontana lo spettro della beffa.

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