video suggerito
video suggerito

L’incredibile storia di Digital Soccer Project: così in un garage di Brescia è nata la Match Analysis in Italia

Adriano Bacconi racconta a Fanpage.it come, prima di algoritmi e tablet, un gruppo di pionieri ha creato e portato avanti una storia che guardava già al futuro del calcio tra PC portatili e cassette VHS: l’incredibile storia della Digital Soccer Project, dall’intuizione di Lucescu fino a Panini Digital.
Foto dal sito Panini Digital.
Foto dal sito Panini Digital.

Nel calcio contemporaneo, dominato da algoritmi, heatmap, expected goals e tablet in panchina, è facile dare per scontata l‘analisi tattica e statistica. Eppure c’è stato un tempo in cui tutto questo semplicemente non esisteva: il calcio era affidato all'occhio umano, alle impressioni personali e al giudizio soggettivo di allenatori e tifosi.

Per cambiare per sempre la cultura sportiva e introdurre l'oggettività scientifica nel racconto e nello studio del pallone, c'è voluto un vero e proprio salto quantico. Una rivoluzione nata nei primi anni Novanta e che ha visto il suo cuore pulsante in un insospettabile centro d'innovazione: la periferia di Brescia.

L'intuizione di Mircea Lucescu e i primi fogli di Excel

La scintilla scocca nei primi anni '90 grazie all’intuizione di Mircea Lucescu, all'epoca allenatore del Brescia. In un'epoca in cui il supporto informatico applicato allo sport era pressoché nullo, Lucescu ha il grande merito di pretendere strumenti capaci di quantificare e analizzare le prestazioni in campo.

Mircea Lucescu ai tempi del Brescia Calcio.
Mircea Lucescu ai tempi del Brescia Calcio.

A raccogliere la sfida è Adriano Bacconi, giovane e pionieristico collaboratore del tecnico rumeno: "Io sono arrivato a Brescia con Lucescu nel '91 e lui mi chiedeva un miliardo di cose. A Pisa, quando ho cominciato a lavorare con lui, mi ero organizzato con un gruppo di amici dove rivedevamo le partite che trasmetteva la TV locale il giorno dopo. Ognuno su un foglio segnava le azioni che faceva il suo giocatore. Poi io prendevo questi dieci fogli, ognuno seguiva un giocatore, il portiere escluso, li rimettevo su un file di Excel e li portavo a Mircea il giorno dopo".

Quel sistema artigianale, tuttavia, mostra subito i suoi limiti di scala. C'èra bisogno di tecnologia vera e Bacconi ha raccontato un aneddoto di quel periodo in occasione della presentazione del libro ‘Gino, Mircea e le metamorfosi' di Cristiano Tognoli dedicato alla stagione 1991-1992 del Brescia Calcio (di quella squadra Adriano Bacconi era il preparatore atletico): "Chiaramente non poteva andare avanti così, anche perché le cose da catalogare erano sempre di più e quindi ingaggiai questi amici del CNR di Pisa e in due anni, dal '92 al '94, sviluppammo un software. Feci arrivare un riconoscitore vocale dagli Stati Uniti e ci inventammo tutta una serie di cose… non c'era niente a quei tempi che potevi andare a comprare al supermercato. Era un mondo neanche analogico, era un mondo meccanico".

Il primo embrione del sistema prende il nome di F.A.R.M. (Football Athletic Result Manager). La prima sede operativa? Un modestissimo garage nella periferia bresciana. Un PC portatile, un microfono unidirezionale e due videoregistratori professionali: la "Silicon Valley" del calcio italiano muove lì i suoi primi passi.

Il "trucco" dello spazio-tempo e i primi lavori ‘live' negli spogliatoi: dai club alla Nazionale

Tra il 1992 e il 1994 prende forma un'infrastruttura hardware e software senza precedenti. L'operatore segue il pallone muovendo il mouse su un campo di calcio grafico a monitor, mentre con la voce detta al software i nomi dei giocatori tramite il riconoscitore vocale. Il sistema incrocia i dati vocali con le coordinate ($X, Y$) del campo e il timecode del video: "Avevamo per la prima volta anche la matrice spazio-temporale della partita. E ci permetteva di fare delle cose incredibili, tipo le heatmap dei giocatori in tempo reale… Ci permetteva poi di fare delle query per dire "voglio vedere la sequenza cronologica di tutti i passaggi di un giocatore" e quindi di fatto avevamo creato le playlist: si potevano fare dei montaggi video a tema in automatico. Erano cose da fantascienza".

Adriano Bacconi.
Adriano Bacconi.

La tecnologia viene testata direttamente sul campo, durante l'intervallo delle partite. L'operatore dalla tribuna comunica via ricetrasmittente con lo spogliatoio, ‘marcando' i momenti chiave da analizzare: "Collegavi il computer con una porta seriale a questo ambaradan che occupava mezzo spogliatoio, e quindi potevi far vedere le azioni nell'intervallo: il calcio d'angolo, lo schema offensivo, l'errore in difesa, il fuorigioco. Questa cosa quando la vide Sacchi impazzì, quindi la usammo con la Nazionale nel '94".

Perfino i colossi internazionali dei dati notano ciò che sta accadendo a Brescia: "Venne Opta a casa mia che facevano uno score, ma non lo facevano in tempo reale, non avevano riconoscitori vocali, non avevano niente. Volevano comprarmi il software. Gli dissi di no: "Lo tengo per me, ci serve per il Brescia, per me è una cosa in più, non è il mio mestiere".

La nascita di Digital Soccer Project e l'epopea del "Corso Sempione"

Nel 1994 la struttura si formalizza. Adriano Bacconi, insieme a Stefano Bena e al team manager Giorgio Piccioni, fonda ufficialmente la DigitalSoccer Project (DSP). Più tardi entrerà nel capitale anche il noto procuratore bresciano Tullio Tinti. Un informatico di Gambettola si trasferisce a Brescia per riscrivere da zero il software e creare un vero database relazionale di scouting.

Foto dal sito Panini Digital.
Foto dal sito Panini Digital.

Senza internet a banda larga né pay-tv, recuperare i filmati delle partite di tutta la Serie A è un'impresa logistica epica. DSP stringe un accordo con la RAI per accedere ai segnali inviati in bassa frequenza durante la registrazione di ‘Quelli che il Calcio' a Milano: "A quei tempi giocavano ancora tutti la domenica alle due e mezza. E quindi noi partivamo da Brescia con dieci videoregistratori, li collegavamo ai segnali in bassa frequenza nella regia, negli shelter di "Quelli che il Calcio", registravamo le partite, poi riportavamo i registratori e le VHS a Brescia e cominciavamo a fare tutto lo scouting delle partite che finivano un giorno dopo…".

I dati elaborati vengono poi spediti in tutta Italia: "Mandavamo dei pacchi alle squadre con le VHS con tutte le situazioni tattiche delle avversarie… e poi tutti gli score con i dati dei giocatori che anticipavamo via FAX. Ai preparatori atletici più tecnologici – tipo Ventrone, il preparatore della Juve di Marcello Lippi – la domenica sera spesso mandavamo già tutto via FAX a casa, così la mattina dopo lo portava all'allenatore".

L'eredità della Digital Soccer Project e il passaggio a Panini Digital

Negli anni, la Digital Soccer Project continua a crescere anticipando costantemente le necessità degli staff tecnici. Crea un vero e proprio "vocabolario" condivisibile e scientifico del calcio. Tutti i più grandi allenatori della storia recente si avvalgono delle sue analisi: da Arrigo Sacchi e Marcello Lippi a Carlo Ancelotti, Fabio Capello, Giovanni Trapattoni, fino ad Antonio Conte, Massimiliano Allegri, Maurizio Sarri e Zdenek Zeman.

Immagine

Nel 2000, la svolta societaria: il Gruppo Panini di Modena acquista il pacchetto di maggioranza della società. Nel 2006 assume la gestione operativa diretta e il marchio si trasforma ufficialmente nell'attuale Panini Digital, trasferendo le operazioni in un grande Operation Center a Gussago (BS) per aprirsi anche ai mercati esteri.

Seppur Bacconi abbia successivamente scelto di intraprendere nuove strade imprenditoriali per dedicarsi allo sviluppo del tracking e dell'intelligenza artificiale, le fondamenta gettate in quel garage di Brescia negli anni '90 rimangono pietre miliari.

Immagine

Oggi Panini Digital è leader assoluta sul mercato italiano e collabora con la maggior parte dei club di Serie A, Serie B e diverse realtà internazionali. Ma la radice di questo successo industriale resta una straordinaria avventura bresciana, nata da un foglio di Excel, un microfono e la visione pionieristica di chi ha saputo guardare il calcio con vent'anni di anticipo.

(Nota a margine: la volontà era quella di avere anche un contributo di un membro dell'attuale Digital Panini ma dopo un'iniziale apertura non ci sono stati più riscontri.)

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views