Lele Adani: “Non ho mai visto nessuno tifare come gli italiani contro l’Argentina. Vi facciamo schiattare”
Daniele Adani mette per un attimo da parte la tattica, le formazioni. E, durante la discussione a Viva el Futbol sul momento che attraversano Luciano Spalletti alla Juventus e Massimiliano Allegri al Napoli, ne approfitta per togliere qualcosa sassolino dalla scarpa. Allarga il discorso a chi gli punta il dito contro definendolo pregiudiziale nei confronti di alcuni (in particolare, l'attuale tecnico dei partenopei) e fin troppo benevolo nei confronti di altri (Roberto De Zerbi). Risponde a tono a chi, in occasione dei Mondiali 2026, lo ha accusato di commentare con toni troppo enfatici l'Argentina, di fare un tifo sfacciato, sbilanciato per Lionel Messi. Rivendica la competenza e la conoscenza del calcio argentino e, al tempo stesso, sottolinea l'incoerenza e l'opportunismo di chi, solo di recente, ha scoperto l'interesse per la passione che generano River Plate, Boca Juniors e la tradizione che si accompagna alla loro storia, ben oltre le vicende sportive.
"Non ho mai visto una popolazione come l'Italia che ha tifato Egitto, Svizzera, Inghilterra, Austria, Capoverde, tutti tranne l'Argentina". È il cuore dell'intervento di Adani, innescato da Antonio Cassano che lo difende dalle critiche social: "Il tuo amico ha perso, il tuo amico sta facendo…". Adani parte da De Zerbi, dal Tottenham, dal Marsiglia per arrivare al nodo: Messi. Secondo l'ex difensore l'obiezione sull'essere di parte nasce da un fastidio più profondo. "So che vi dà noia quando una persona parla a 13 milioni. Vi piacciono di più quelli che parlano a 130 persone e non sono seguiti da nessuno. Ma non mi interessa". Poi affonda la stoccata col sorriso sulle labbra: "A Messi nemmeno, a De Zerbi nemmeno e noi non siamo influenti se non sui vostri pensieri e vi facciamo schiattare e impazzite su questo".

Il riferimento è ai suoi commenti in diretta TV sulla Rai, spesso criticati per il trasporto emotivo verso l'Albiceleste. Adani non arretra, rivendica anni e anni di racconto del calcio argentino quando in Italia lo seguivano in tre, le missioni a Buenos Aires, al Cilindro del Racing, la finale di Libertadores portata a Madrid. "Di colpo tutti dentro al percorso. Quando noi commentavamo la Copa America del 2011 o quando Messi nel 2016 dava l’addio alla Nazionale, non si ricordava nessuno. Poi dal 2022, Copa America, Finalissima, Mondiale, tutti esperti di calcio argentino".
Il passaggio più sarcastico è sulla coerenza del pubblico. Adani ribalta la narrazione e tira in ballo chi adesso si è commosso per l'addio di Messi dopo averne gufato la finale fino a tre mesi prima. "Se il Tottenham fa 5 anni di contratto De Zerbi e Messi stupisce a 39 anni al Mondiale e voi siete deboli di spirito e non sapete riconoscerlo, allora ragazzi vi dico una cosa… non passano le storie con le lacrime. Tre mesi prima gli gufavate la finale e poi piangete. Vi vengo a prendere a casa".
Cassano lo appoggia e allarga il discorso a Spalletti e De Zerbi. "Io amo Spalletti professionalmente, lo devo massacrare quando fa male e glielo dico. Fa male Spalletti, lo diciamo. Fa male De Zerbi, lo diciamo. Ma uno prova a giocare e non riesce, l'altro è un’altra roba. Parla bene di chi lo merita". La chiosa è di Adani: "Stiamo ululando… arrivano i lupi". Parla da spirito libero, indomabile e critico nei confronti della narrazione calcistica tradizionale e dei "servi" del sistema. Non è (solo) una questione di competenza, è una questione di seguito. E il seguito, dice, pesa più di chi ti critica.