Il gol siderale di Ndour alla Polonia candidato per acclamazione al premio Puskas: come funziona

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Cher Ndour ha segnato contro la Polonia con un pallonetto da circa 70 metri: il gol è diventato virale e sui social è già comparsa la parola ‘Puskás’. Ma c’è un dato curioso: nessun italiano ha mai conquistato il premio FIFA per il gol più bello dell’anno.

Ci sono gol che durano il tempo di un'esultanza e altri che, quasi immediatamente, iniziano a vivere di vita propria. Quello segnato da Cher Ndour contro la Polonia appartiene alla seconda categoria. Pescara, 5 ottobre 2026. L'Italia Under 21 ha chiuso il proprio percorso di qualificazione agli Europei 2027 vincendo per 6-2 ma al 54′, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, c'è la giocata che sta facendo parlare il mondo: il numero 10 della Nazionale è poco oltre la propria area di rigore, alza la testa e vede Marcel Lubik lontano dalla porta.

Non ci pensa due volte. Parte un pallonetto da una distanza che le diverse ricostruzioni collocano attorno ai 70-80 metri: il pallone supera il portiere polacco, rimbalza nell'area piccola e finisce in rete. Delizio azzurro.

Un gesto istintivo, ma non casuale. "Ho alzato un attimo la testa, ho visto il portiere fuori, ho provato a calciare", ha raccontato Ndour dopo la partita. La definizione scelta dal centrocampista è stata semplice: "È stato improvvisato".

Ed è proprio questo il fascino della rete: non un'azione costruita per arrivare al tiro, ma una decisione presa in una frazione di secondo.

Un gol da Puskás Award, ma nessun italiano lo ha mai vinto

La rete ha immediatamente acceso il dibattito sui social. Tra le prime reazioni è comparso anche il riferimento al Puskás Award, il premio FIFA che dal 2009 celebra il gol più bello dell'anno nel calcio maschile. Il nome di Ndour è stato accostato al riconoscimento ancora prima che esista, naturalmente, qualsiasi candidatura ufficiale. E qui la storia diventa ancora più curiosa. Nessun calciatore italiano ha mai vinto il Puskás Award.

L'albo d'oro della FIFA parte da Cristiano Ronaldo nel 2009 e arriva, dopo 17 edizioni, a Santiago Montiel, vincitore nel 2025. In mezzo ci sono alcuni dei gol più celebri della storia recente: Ibrahimovic, Neymar, Salah, Messi, Son e altri grandi protagonisti del calcio mondiale. Ma non c'è mai stato un italiano al primo posto. Un italiano, però, è arrivato molto vicino.

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Nel 2015 Alessandro Florenzi chiuse al terzo posto nella votazione del Puskás Award grazie allo straordinario gol segnato da centrocampo contro il Barcellona in Champions League: davanti a lui finirono Lionel Messi e il vincitore Wendell Lira.

Ndour dieci anni dopo Florenzi: i tifosi lo candidano sui social

Non è soltanto la lunghezza del tiro a rendere spettacolare il gol di Ndour. È il modo in cui quella distanza viene trasformata in una soluzione. Le ricostruzioni disponibili collocano il punto di partenza tra la propria area di rigore e la linea di centrocampo. Su un campo regolamentare lungo 105 metri, la posizione esatta fa una differenza significativa: un tiro effettuato poco fuori dalla propria area può superare gli 80 metri, mentre uno partito più vicino alla metà campo si avvicina ai 60.

Per questo la cifra di circa 70 metri, diventata rapidamente quella di riferimento, è probabilmente la sintesi più corretta delle stime disponibili. Non esiste però, al momento, una misurazione ufficiale fornita da UEFA, FIFA o da un sistema di tracking che permetta di stabilire la distanza precisa.

Tantissimi tifosi, non solo italiani, hanno ricondiviso sui social il video del gol di Ndour e hanno taggato la FIFA per portare all'attenzione quanto accaduto sul rettangolo verde di Pescara: insomma, "candidato per acclamazione" si direbbe con una vecchia formula.

Come funziona la candidatura di un gol al premio Puskas e i criteri per essere eleggibile

Che sia un gol da Puskás, però, è ancora tutto da dimostrare. E soprattutto non significa che Ndour sia già candidato al premio ma la FIFA seleziona una rosa di gol e sottopone successivamente le reti alla votazione: nelle ultime edizioni la shortlist è stata composta da 11 gol, scelti attraverso il processo della FIFA, e il vincitore viene determinato attraverso il voto dei tifosi e di una giuria.

Esistono inoltre criteri specifici: il gol deve essere spettacolare, rispettare il fair play e non essere il semplice prodotto della fortuna o di un errore dell'avversario. Ed è proprio quest'ultimo aspetto che potrebbe rappresentare il punto più delicato nel caso di Ndour. Lubik era effettivamente molto lontano dalla propria porta e la sua posizione ha contribuito a rendere possibile il pallonetto. Ma il gesto di Ndour non nasce da un rimpallo o da una deviazione casuale: il centrocampista vede il portiere, sceglie consapevolmente di calciare e trova la traiettoria perfetta.

Non esiste quindi, allo stato attuale, un motivo per parlare di gol automaticamente escluso ma la questione sarà eventualmente valutata dal panel incaricato di selezionare le reti candidate ma il destino del gol di Ndour dipenderà molto più avanti dalle scelte della FIFA. Una cosa, però, è già successa: la rete è entrata nella conversazione sul Puskás.

E se davvero dovesse arrivare una candidatura, Ndour avrebbe davanti a sé un'opportunità particolare: provare a fare ciò che nessun italiano è riuscito a fare dal 2009 a oggi, portare il Puskás Award in Italia. Per ora è soltanto un'ipotesi. Ma dopo un gol da circa 70 metri, immaginarlo non sembra più così azzardato.

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