Quattro gol in 35 minuti, il quinto arriverà nella ripresa. Una raffica di sberle rifilate al Cagliari, che finisce lungo lungo sul tappeto e si salva solo alla conta. Alla fine del primo tempo e il sipario sul match è già calato perché la sequenza di azioni/colpi scagliati dall'Atalanta contro i sardi è impressionante. Venti conclusioni totali, 12 nello specchio della porta, 11 all'interno dell'area di rigore. Una dimostrazione di potenza, superiorità fisica e nell'organizzazione di gioco che cancella ogni velleità dei sardi. Segna Muriel in contropiede (rete convalidata dal Var), replica Godin (al debutto in rossoblù) poi esplode la collera della ‘dea' che travolge ogni cosa. Ne sanno qualcosa Torino e Lazio che nelle prime due giornate avevano mollato per ko tecnico, schiantate con 8 gol in due (4 a testa).

Qualcosa di molto simile "al mio segnale scatenate l'inferno" accade in occasione del raddoppio. È il manifesto dello stato di grazia in cui versa la formazione di Gasperini. L'azione parte da lontano, coinvolge anche il portiere degli orobici. La fitta tela dei passaggi ricama, tocco dopo tocco, la trama che porta al gol. Ci pensa il ‘Papu' Gomez a chiudere il punto con un gesto atletico delizioso: insacca di destro dopo aver mandato a farfalle l'avversario con una finta di corpo. Il Cagliari è stordito, traballa sulle ginocchia. Nemmeno la sapienza e il mestiere di un difensore esperto come l'uruguagio riesce ad arginare l'ondata che s'abbatte sul pacchetto arretrato e ha le sembianze di Pasalic (su assist di Gosens) e poi Zapata.

I sardi hanno una reazione d'orgoglio nella ripresa, quando Joao Pedro accorcia le distanze (cross di Lykogiannis), ma l'effetto sortito è quello di un "buffetto". L'Atalanta lo incassa senza scomporsi, si limita a controllare il gioco, sfiora la quinta rete in almeno 3 occasioni (Muriel, Romero, Zapata vengono murati da Cragno), la trova con il neo acquisto Lammers poi lascia che la girandola delle sostituzioni accompagni il match verso il triplice fischio. Tre partite, tre vittorie, 9 punti. Una ‘dea' così fa paura. E può lottare per lo scudetto.