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L’aspirante presidente del Real Madrid annuncia Haaland, ma è una figuraccia: il City vuole denunciarlo

Enrique Riquelme promette Haaland al Real Madrid, ma l’entourage del norvegese e il Manchester City smentiscono: il club inglese valuta azioni legali.
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La promessa più rumorosa della campagna elettorale del Real Madrid si è trasformata in una figuraccia in poche ore. Enrique Riquelme, candidato alla presidenza contro Florentino Perez, si è presentato in TV a El Hormiguero annunciando che Erling Haaland giocherà nel Real Madrid se vincerà le elezioni. Non una suggestione, almeno nelle sue intenzioni, ma un impegno esibito davanti alle telecamere con tanto di maglia blanca con il nome del centravanti norvegese e il numero 9.

Un colpo mediatico perfetto, almeno per poche ore. Riquelme si è presentato con un atto notarile per dare peso alle promesse fatte in campagna elettorale e ha spiegato che, se non dovesse mantenerle, pagherebbe di tasca propria il 100% delle quote dei soci. Se il presidente in carica ha messo sul piatto i nomi di José Mourinho come allenatore e di Konaté e Dumfries come primi innesti per rinforzare la rosa, il nome scelto da colui che aspira alla sua poltrona per accendere la sfida con Perez è quello più forte possibile: Haaland, centravanti simbolo del City e da anni accostato ciclicamente al Real Madrid.

Il colpo mediatico, però, è durato pochissimo. Prima è arrivata la smentita dell'entourage di Haaland, poi quella ancora più dura del Manchester City, che sta valutando anche azioni legali contro Riquelme per l'uso dell'immagine del giocatore in questo contesto.

Riquelme promette Haaland, ma l'entourage del norvegese smentisce subito

Il problema è che la prima risposta è arrivata quasi subito, dando la sensazione che il colpo ad effetto si sia immediatamente trasformato in un clamoroso autogol. Secondo quanto riportato da Cadena SER, infatti, l'entourage del giocatore ha smentito l'esistenza di qualsiasi accordo. Il comunicato porta la firma del padre del calciatore, Alfie Haaland, e della sua agente Rafaela Pimenta: "Tutto molto divertente, ma non c'è nulla di vero". Poi l'aggiunta, altrettanto chiara: "Auguriamo il meglio ai due candidati nelle elezioni del Real Madrid".

Una frase che smonta il senso dell'annuncio e riporta la vicenda dentro i confini della campagna elettorale. Riquelme aveva già promesso Rodri e aveva annunciato Raul come futuro direttore sportivo, costruendo la propria candidatura su un doppio binario: no alla possibile apertura del club a capitali esterni e ritorno a una gestione più "madridista" dell'area sportiva.

Erling Haaland insieme alla sua agente Rafaela Pimenta e al padre Alfie Haaland
Erling Haaland insieme alla sua agente Rafaela Pimenta e al padre Alfie Haaland

Il Manchester City smentisce e valuta azioni legali

La seconda risposta è stata ancora più pesante. Il Manchester City ha ribadito che Haaland è un suo giocatore, che ha un contratto in vigore e che non c'è alcuna possibilità concreta di un'uscita nei termini raccontati da Riquelme. Il club inglese ha definito false le notizie provenienti dalla Spagna e ha aggiunto: "Non c'è alcuna possibilità che questo accada e non esiste alcuna clausola contrattuale che lo consenta. Stiamo valutando azioni legali per l'uso dell'immagine del nostro giocatore in questo contesto".

È il passaggio che cambia il peso della vicenda, facendola di fatto diventare una figuraccia clamorosa per l'aspirante presidente del Real Madrid. Non siamo più soltanto davanti a una promessa elettorale smentita, ma a un caso che coinvolge direttamente il club proprietario del cartellino del calciatore. Haaland ha rinnovato nel 2025 con il City fino al 2034, firmando uno dei contratti più lunghi e ricchi del calcio europeo. Per questo l'annuncio di Riquelme, senza conferme né dal giocatore né dal club, è rimbalzato addosso alla sua candidatura.

Il risultato è paradossale: Riquelme voleva usare Haaland al Real Madrid come il grande colpo per scuotere le elezioni. Si ritrova invece con una doppia smentita e con il Manchester City pronto a difendere anche legalmente la posizione del suo attaccante. La campagna elettorale per diventare il numero uno dei Blancos entra così nella fase più surreale: tra promesse galattiche, maglie mostrate in TV e comunicati che smontano tutto prima ancora che il sogno possa diventare trattativa.

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