La Juventus ha ritrovato la vittoria contro il Brescia e si è portata al primo posto in solitaria in attesa di Lazio-Inter. Ma nella gara dello Stadium, senza Cristiano Ronaldo lasciato a riposo con vista Champions League, chi si aspettava di vedere forti segnali di miglioramento sul piano del gioco è rimasto ancora una volta deluso. La Juventus ha controllato la partita, ha rischiato poco, ha gestito la vittoria senza affanni. Eppure non ha mai dato la sensazione di produrre un calcio brillante, quello che con Maurizio Sarri ci si aspettava di vedere già da qualche mese.

Proprio l'allenatore toscano, in conferenza stampa, è voluto tornare l'argomento per dare la sua versione. Forse quella definitiva, visti i termini perentori che ha utilizzato nel contesto di un onesto confronto con le sue squadre del passato.

Sarri: "La Juve non giocherà mai come altre mie squadre"

Questa squadra ha delle caratteristiche e non giocherà mai come altra mie squadre del passato. Sto cercando di adattarmi a queste caratteristiche: in altre squadre non avrei dato a Dybala e ad altri giocatori la libertà offensiva che hanno avuto oggi. Questi sono giocatori individualisti, atipici, fortissimi, che esprimono il meglio in questo modo. Se si parla di vedere un’organizzazione collettiva come in altre mie squadre, qui non si vedrà mai. Perché i giocatori sono completamente diversi.

Le difficoltà sul piano del gioco sono evidenti, eppure Sarri non ne è sorpreso. Era esattamente lo scenario che si aspettava di dover affrontare nei suoi primi mesi alla Juventus, l'inizio di un importante processo di cambiamento.

La Juventus è in un momento di evoluzione. A volte fa passi avanti, a volte fa passi indietro. Speriamo oggi rappresenti l’inizio di una nuova progressione in avanti. È normale sia così per una squadra che per 80 anni ha giocato un calcio diverso.