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Lamine Yamal a 16 anni è già molto saggio: “Non farò le Olimpiadi, altrimenti gioco troppo”

L’attaccante del Barcellona, classe 2007, disputerà gli Europei con la Spagna e ha l’età per disputare pure le Olimpiadi di Parigi, ma non le giocherà: “Non ha senso giocarle entrambi non posso sovraccaricarmi troppo”.
A cura di Alessio Morra
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Lamine Yamal è la grande rivelazione del calcio mondiale di questa stagione. Che avesse talento era noto, ma che sbocciasse così presto era complicato immaginarlo. Un anno fa di questi tempi forse mai pensava di essere pronto a giocare i quarti di Champions League con il Barcellona e pure gli Europei con la Spagna. Talento vero l'esterno d'attacco che a 16 anni ha già le idee chiarissime e ha detto no alle Olimpiadi, e lo ha fatto per un motivo preciso.

Classe 2007, lo scorso anno esordì con il Barcellona. Xavi quest'anno lo ha lanciato. Il c.t. de la Fuente lo ha fatto esordire con la Spagna lo scorso settembre, a 16 anni e 2 mesi, e lui ha subito fatto gol. Da quel momento non si è più fermato. Di gol non ne ha realizzati a valanghe, ma Lamine Yamal è un esterno, che ha grandi numeri, ispirato da Neymar più che da Messi, e pensa più a far segnare. Con il Barcellona sta vivendo la prima vera stagione, anche in Europa dove ha mostrato il suo talento, ora è atteso dalla sfida al PSG nei quarti di Champions.

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E soprattutto ci sono gli Europei da disputare con la Spagna, che se andrà avanti giocherà pure da diciassettenne (perché è nato a luglio). Ora, c'è una regola non scritta, e vale per tutte le nazionali europee. Chi disputa gli Europei non fa le Olimpiadi e viceversa – e vale pure per la squadre sudamericane che disputano ovviamente la Copa America. Yamal potrebbe giocarle entrambe le manifestazioni, ma ha talmente le idee chiare che nell'intervista al Mundo Deportivo ha detto: "Non sarebbe logico giocare le Olimpiadi dopo gli Europei. Da quando ho iniziato la mia carriera ho cercato di non sovraccaricarmi giocando troppo e non avrebbe senso andare ad entrambi. Giocare con la Spagna è un sogno, poi se ci dovrò andare naturalmente lo farò".

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Poi il grande elogio al suo idolo Neymar, che è stato anche ispiratore di Yamal più di Messi: "Lui mi faceva andare a vedere le partite, mi faceva divertire, era uno spettacolo, era bello vederlo giocare. Penso che alla fine di averlo guardato così tanto a volte esce da solo e poi penso e dico "guarda, ha fatto questo. Messi? Cercare di assomigliare a lui è difficile".

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