Ferland Mendy è uno dei tre difensori rimasti al Real Madrid che arriva decimato alla sfida di Champions League contro l'Atalanta. Indossa la maglia dei blancos dal 2019 e della formazione di Zidane è divenuto un punto fermo ma quando pensa a ciò che ha passato, alle prove difficili che la vita gli ha messo dinanzi, sa di avere abbastanza forza per non avere più paura di niente.

A 23 anni (oggi ne ha 25) ha coronato quel sogno che un'operazione all'anca (sofferente per un'artrite) e un'infezione molto grave avevano spezzato. Lui ha raccolto i pezzi e li ha rimessi assieme: la forza di volontà è stato il suo mastice. Sembrava la fine di tutto, ha rischiato perfino di restare sulla sedia a rotelle e di perdere una gamba a causa della condizioni di salute aggravatesi da un momento all'altro. E quando oggi gli prende lo sconforto se la fortuna non gira fa un bel respiro, chiude gli occhi e ricorda a se stesso – semmai ce ne fosse bisogno – che, se ce l'ha fatta a uscire vincitore da quei momenti, nulla è impossibile.

Mendy ha raccontato alcuni dettagli della propria storia nell'intervista al sito della Uefa. Lo ha fatto alla vigilia della gara di Coppa contro i bergamaschi. Era un adolescente quando i medici gli dissero che non aveva scelta: dove finire sotto i ferri per guarire la patologia all'articolazione, col rischio di dire addio al calcio e di ritrovarsi un carrozzina per tutta la vita. Restò ricoverato in ospedale per circa 3 mesi ma non bastò.

Dopo l'operazione – ha spiegato Mendy – il dottore mi parlò e mi disse che non avrei potuto più giocare a calcio. E fu ancora più dura quando mi spiegò che, se le cose non fossero migliorate, avrei potuto anche subire un'amputazione. Sono rimasto a lungo su una sedia a rotelle, poi ho usato le stampelle e ho dovuto imparare di nuovo a camminare.

Un calvario vissuto da ragazzo, quando hai ancora le spalle troppo piccole per resistere a urti così violenti della vita. Eppure Mendy ce l'ha fatta. Non s'è mai perso d'animo, imparando a crescere in fretta.

Mi hanno portato da un posto all'altro e credevo che sarei riuscito a camminare di nuovo subito – ha aggiunto il difensore del Real -. Ho provato, sono sceso dalla sedia e sono caduto subito. Non avevo più forza nelle gambe perché non si muovevano da molto tempo.

Ha toccato il fondo ed è risalito. E oggi, dopo essere stato scelto quale miglior terzino sinistro per due anni nonostante un dolore all'anca, pensa a quel periodo con orgoglio e come monito per il futuro. Una bella storia di vita prima ancora che di calcio e di sport.

Dissi a tutti che sarei tornato, non ho mai pensato che non sarei più riuscito a giocare a calcio – ha concluso Mendy -. La maggior parte delle persone pensava che fosse impossibile, ma ho imparato a camminare di nuovo e ho giocato con dolore all'anca durante circa un anno e mezzo.