La Serie A punta su Malagò come presidente per la FIGC, Abete esce allo scoperto: “Mi candido”

La Lega Serie A ha ufficialmente scelto. Giovanni Malagò è il candidato espresso per la presidenza della Federcalcio dall'organo che governa la Serie A. La decisione è avvenuta durante l'Assemblea di Lega tenutasi oggi a Milano. Sono state 18 le preferenze per l'ex presidente del CONI. I club hanno trovato la quadra e votato dopo la discussione tenuta a Via Rosellini. Hanno votato contro solo la Lazio e il Verona. Il voto del club biancoceleste era già noto, considerata l'opposizione di Lotito.
18 voti favorevoli e 2 contrari per Malagò
Malagò non si è mai espresso ufficialmente. Aspettava l'investitura della Lega Serie A, che è arrivata puntuale. De Laurentiis aveva fatto il suo nome all'indomani della debacle della Nazionale con la Bosnia. Marotta ha approvato. Serviva però la maggioranza. Malagò si pensava potesse contare su 14 o 15 preferenze, ne ha ottenute 18. Insomma, il mandato è chiarissimo. Ma la corsa alla presidenza FIGC, e tecnicamente alla successione di Gravina, è lunghissima per l'ex capo dello sport italiano.

Lazio e Verona non hanno formalmente votato contro Malagò. Non essendoci stata una votazione ufficiale per presentare la candidatura, ma non hanno firmato a favore dell'ex numero uno del CONI. Lazio e Verona, secondo alcuni rumors, non sarebbero contrari né al programma né alla figura ma al metodo normativo che regola il sistema sportivo e in particolare quello calcistico.
Abete si candida per la presidenza della FIGC
Anche Giancarlo Abete è sceso ufficialmente in campo. Il numero della LND lo ha annunciato a margine del Premio Bearzot dicendo: "Chiederò al Consiglio direttivo della Lega Nazionale Dilettanti di investirmi delle stesse titolarità di cui è stato investito il presidente Malagò da parte delle società di Serie A, cioè di poter, attraverso una condivisione della candidatura, presentarmi seguendo la logica di discutere prima i contenuti e poi vedere quale è il punto di caduta sui nomi".

C'è da dare per scontata l'investitura per Abete, che è stato presidente FIGC fino al 2014, che soprattutto non mette sé stesso davanti a ogni cosa: "Pensavo sarebbe stato più opportuno un percorso diverso, leggere e valutare il documento Gravina, capire quali tipi di responsabilità ogni componente prendeva nei confronti della Federazione, avere un programma condiviso e poi individuare la persona giusta. C'è stata questa accelerazione con l'investitura di Malagò; se l'impostazione è questa noi seguiremo la stessa. Ho già convocato gli organi direttivi, chiederò il via libera per poter dare la disponibilità. Il mio invito è che la stessa cosa facciano le componenti tecniche e le altre leghe. Perché abbiamo necessità di avere il contributo di tutte le componenti. Ben vengano altre proposte perché l'obiettivo è di confluire in un programma condiviso e di un'unica candidatura. In questo caso non c'è da parte mia nessuna volontà di essere il candidato condiviso da tutti. Chi riterrà si giocherà la sua partita in sede elettorale".
Come si svolgono le elezioni per la presidenza FIGC
Le elezioni federali si terranno lunedì 22 giugno, a Roma. Mancano dunque oltre due mesi e la partita sarà lunghissima. Il termine per le candidature scade il 13 maggio. Nel mentre la partita proseguirà, pure perché è letteralmente un risiko quello delle votazioni. Perché tutti i voti non hanno lo stesso peso.
La Serie A (che ha 20 delegati) conta il 18%. La Serie B (altrettanti 20) ha il 6%. Mentre la Lega Pro (57 delegati) il 12%. Tutte insieme arrivano al 36 percento. La fetta più grossa ce l'ha la Lega Nazionale Dilettanti (99 delegati) con il 34%. A votare sono anche l'AIC (52 delegati), l'associazione calciatori che ha il 20%, e l'AIAC (26 delegati), l'associazione allenatori con il 10%.