Arturo Vidal e la Juventus, una lunga storia di amore e odio, di passione e rabbia come nelle migliori love story che si rispettino, vissuta tra dichiarazioni di sottomissione assoluta e tradimenti. Così si è consumato il rapporto tra il centrocampista cileno e la Vecchia Signora durato dal luglio 2011 all'estate 2015 e condito da 171 presenze, 35 gol, 4 scudetti, due Supercoppe e una Coppa Italia, oltre a un Champions League accarezzata a Berlino. Poi, l'addio, tormentato e doloroso, che ha visto il giocatore lasciare Torino, la Serie A e l'Italia per l'avventura in Bundesliga con il Bayern Monaco, poi col Barcellona, fino al ritorno con la maglia dell'Inter. Da avversario.

Vidal alla Juventus ha vissuto quattro anni di successi, gloria, passione. Il cileno arrivò alla Juve perché fu la Juve a volerlo ad ogni costo, comprandolo dal Bayer Leverkusen per 10,5 milioni più bonus. ed è subito amore: l'esordio è da applausi perché il ‘guerriero' entra dalla panchina e alla prima occasione segna anche, contro il Parma, nel neonato Juventus Stadium. Ben presto scala le gerarchie, entra fisso in campo e nel cuore dei tifosi bianconeri. Il primo anno di Vidal in bianconero sarà un autentico trionfo: 35 partite e 7 reti a festeggiare lo scudetto.

Re Artù e i successi con la Juventus

In panchina c'è un certo Antonio Conte che di Vidal non sembra poterne fare a meno. E che non a caso se lo riprenderà nell'Inter qualche anno dopo. Re Artù non esce più dal campo e anche grazie a un suo gol, la Juventus conquista la Supercoppa italiana 2012 sul Napoli a Pechino. Poi, trascina i bianconeri anche in Europa con 9 presenze e 3 gol in Champions League. Un crescendo generale che continuerà anche nel suo terzo anno in bianconero, l'ultimo di Conte, e nel quarto – con Allegri – dove arriverà la grandissima amarezza della finale di Berlino per la Champions League.

Le bravate del Guerriero Vidal

"Un guerriero come lui me lo porto sempre in battaglia" disse una volta Antonio Conte di Arturo Vidal. Un attestato di stima incondizionata – confermata dalle presenze in campo e dallo straordinario feeling con il tecnico – che però non protesse il cileno dalle scelte societarie di salutarlo alla conclusione del suo quarto anno. Quando, tra intemperanze, richiami, multe e qualche polemica di troppo, si decise di salutarlo senza troppi ripensamenti, ottenendo anche una cospicua plusvalenza (31 milioni).

Durante il periodo in bianconero la prima grande intemperanza finita sui giornali è datata 2011 e avvenne con la nazionale cilena quando insieme ad altri 4 compagni raggiunse il ritiro in ritardo e in condizioni ‘inadeguate'. Poi ci fu la ‘scazzottata' in discoteca del 2012 e i rientri in ritardo a Torino nell'inverno 2013, con le scelte della Juve di punirlo con la panchina alla ripresa del campionato. Anche nel 2014, con Allegri in panchina, altra esclusione ‘punitiva' per una presunta lite fuori da un locale notturno torinese mentre nel 2015 ci fu un vero e proprio confronto tra giocatore e allenatore in allenamento, lo stesso anno in cui in estate venne arrestato in patria per guida in stato d'ebbrezza. "A Vidal piace bere e non riesce a controllarsi, dovrebbe andare da un medico specialista per curarsi", racconterà qualche anno più tardi l'ex ct del Cile Jorge Sampaoli. Una serie di controversie che – unite all'opportunità di realizzare una plusvalenza preziosa per le casse bianconere – portarono alla dolorosa cessione.

La prima sfida da avversario

C'è chi giura che la Juventus ‘nascose' e minimizzò altre tante ‘uscite' di Vidal durante la sua permanenza in bianconero, a tal punto che quando in accordo con Allegri si decise di metterlo sul mercato, nessuno realmente si pentì della scelta di avere in rosa un giocatore così ‘problematico' fuori dal campo. Non fu così però per Vidal, che l'avventura alla Juventus se l'è portata dentro a lungo e – forse – per sempre. "Mi manca l'Italia ma mi manca soprattutto la Juventus. Torino la porterò per sempre nel cuore" dirà nel 2016 alla corte di Ancelotti al Bayern Monaco. "I tifosi sono speciali, così come sono i miei ex compagni con cui sono rimasto sempre in contatto".

Proprio con la maglia del Bayern Monaco affrontò per la prima volta da avversario in Europa, oggi lo rifà con l'Inter ma con il bianconero nel cuore. Nemici mai, avversari sì: "Non ho più avuto contatti con il club, io dò tutto per la squadra per cui gioco. L'ho fatto con il Bayern lo farò con l'Inter" aveva sottolineato al suo rientro in Italia, alla corte di Antonio Conte, il mister con cui è sempre rimasto in contatto negli anni.

La Juventus nel cuore

Se Vidal ha lasciato il segno nella storia del club, di certo è stata la Juventus ad aver lasciato maggior traccia nella carriera e nella vita di Vidal. Anche dopo aver lasciato Torino, il centrocampista ha sempre tifato Juventus. Un esempio? Il video diventato virale nel  2018 con Vidal all'Allianz Arena che segue la sfida Champions tra Juventus e Real Madrid. Tifando bianconero, a tal punto da arrabbiarsi davanti al rigore dato a Cristiano Ronaldo. Un altro? I tanti tatuaggi che il cileno si procurò proprio durante il periodo juventino, segnandosi sul corpo in modo permanente alcuni momenti epocali per lui: "Mi sono tatuato le tre stelle e i due scudetti vinti con la Juve, perchè l’Italia mi è entrata nel cuore, come questo club". E di fatto, le stelle con il numero dei tricolori vinti e gli anni di permanenza alla Juve fanno bella mostra sul fisico statuario del giocatore. Anche oggi, che gioca e veste la maglia dell'Inter. Con cui ritroverà sul suo cammino una vecchia amica mai dimenticata: la Juventus.