La Juventus vince 2-0 contro il Cagliari e riprende la propria marcia in campionato, portandosi ad un punto dal Milan capolista in attesa delle partite in programma nella domenica di Serie A. I bianconeri danno importanti segnali di crescita sul piano del gioco, dell'approccio e della conduzione del gioco, in una delle prove migliori offerte in questo inizio di stagione contro un Cagliari inconsistente sulla lunga distanza. In copertina ci va il solito Cristiano Ronaldo, autore della doppietta decisiva e giunto a quota otto reti in appena cinque partite di campionato. Numeri di un altro pianeta, come lui.

L'effetto sosta, che spesso crea scompensi al rientro dei nazionali, non si nota nella Juventus, anzi. I bianconeri si producono in una delle migliori prestazioni stagionali, a tratti la più convincente. Sin dal primo tempo e dalle fasi iniziali di gioco. Dopo 10 minuti Bernardeschi sblocca il punteggio, ma un fuorigioco di Morata nel corso dell'azione vanifica tutto. Il vantaggio si respira nell'aria e si rivela, inevitabilmente, questione di minuti. Il tempo che impiega Cristiano Ronaldo a salire in cattedra. La Juve gioca un buon calcio, fa viaggiare veloce il pallone, ma la luce si accende quando ad accendersi è CR7. Al 38′ trafigge Cragno con un diagonale violento, al 43′ è l'uomo giusto al posto giusto su una palla vagante in area di rigore, sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Nel giro di cinque minuti, Ronaldo prende la partita e la rivolta a suo piacimento.

Tutta la Juventus, comunque, convince come in pochi altri momenti aveva fatto in questo inizio di stagione. A partire dalla difesa, che può contare sul rientrante De Ligt e un Demiral in grande spolvero: il turco offre una prestazione solida in fase difensiva e va vicino al gol ad inizio ripresa, centrando la traversa sugli sviluppi di un corner. Il Cagliari fa quel che può, ma non si rivela sufficiente. Gli ospiti creano qualche situazione vagamente pericolosa prima del vantaggio della Juve, poi subiscono il colpo e faticano a reagire. La partita, di fatto, si spegne sul gol annullato a Klavan al 67′. Da lì in poi, per una buona Juve, sarà solo gestione con più di un'occasione sprecata per il possibile 3-0.