La Juventus calpesta un Napoli a pezzi, vince 3-0 e sale a -1 dalla zona Champions

La Juventus batte nettamente il Napoli allo Stadium (3-0, con reti di David, Yildiz e Kostic) e conquista 3 punti pesanti nello scontro diretto in chiave Champions. Vittoria meritata da parte dei bianconeri quarti (in attesa di Roma-Milan) a quota 42, a -1 proprio dagli azzurri, che a Torino sono scesi in campo in formazione largamente rimaneggiata. E s'è visto, nonostante il coraggio e l'orgoglio mostrati e le proteste per un calcio di rigore (braccio di Bremer al collo di Hojlund). Ma non è bastato contro un avversario che stava meglio sotto tuti i punti di vista e oggi superiore.
Il Napoli ha fatto quel che poteva contro la Juventus che stava nettamente meglio sotto il profilo atletico e della giusta tensione nervosa. Per capire in quali condizioni gli azzurri hanno affrontato il match è bastato dare un'occhiata alla panchina dove non c'erano nemmeno Milinkovic-Savic e Mazzocchi, anche loro fermato da problemi muscolari alla vigilia della partita. Eccezion fatta due ragazzi della Primavera (De Chiara e Prisco) e Lukaku (a disposizione, ma ben lungi dall'essere realmente pronto dopo il lungo infortunio), Conte sgranava tra le mani un "Rosario" di appena tre nomi (Beukema, Olivera e il neo acquisto Giovane). Coraggio e orgoglio, però, non sono mancati (lodevole per impegno e qualità la prestazione di Vergara, migliore tra i suoi) ai partenopei che hanno tenuto botta nonostante i bianconeri andassero a un'altra velocità, spinti da una migliore condizione atletica e dalla consapevolezza di avere varianti tattiche.

Pressing forte, azzannare il Napoli. L'ordine dato da Spalletti è stato chiaro: aggredire subito i campani, non lasciare loro la possibilità di ragionare, provare a schiacciarli colpendoli nei punti deboli, aprire le maglie sfruttando le incursioni del "solito" Yildiz, il lavoro prezioso di Conceiçao e la capacità di David di fare quel che il tecnico gli chiede: il suo mestiere… ovvero fare gol. Ci è riuscito al 22°, smarcato davanti alla porta da un tocco in profondità di Locatelli. La squadra di Conte barcolla e incassa ma resta in piedi: la tiene su Buongiorno che compie un miracolo togliendo dalla porta, sulla linea, il tiro di Conceiçao. Sarebbe stato un uno-due micidiale… e pensare che pochi minuti prima Thuram aveva colpito un palo con un gran destro da fuori area.
E gli azzurri? Hanno fatto di necessità virtù, aggrappati al giovane Vergara (che costringe addirittura Yildiz a prendersi un'ammonizione per evitare guai) e senza la possibilità di contare su calciatori che avrebbero potuto "strappare" come si dice in gergo. L'unico, è stato il neo acquisto, Giovane, mandato nella mischia appena arrivato. Non c'erano altre frecce all'arco né alternativa all'unica cosa possibile: gettare il cuore oltre l'ostacolo, resistere, provare a comunque a fare gioco e sperare in un colpo della buona sorte. Il turco e Kostic calano il sipario maramaldeggiando su un avversario smarrito. Finisce 3-0, risultato meritato.