Una macchina per spendere soldi. Un osso da spolpare. L'inchiesta sulla morte dell'ex Pibe s'intreccia con la vicenda patrimoniale e spiega bene come l'ex stella argentina abbia vissuto negli ultimi anni, fino a lasciarsi andare, sopraffare dai farmaci e dalle proprie patologie. Nella guerra sull'eredità di Diego Armando Maradona c'è soprattutto questo: la prevalenza dell'interesse sulle debolezze dell'ex campione che, nella fase più difficile e triste della sua vita, aveva iniziato a dilapidare risorse.

Negli ultimi 6 anni della sua vita – ha ammesso Mauricio D'Alessandro, legale di Matias Morla, avvocato del Diez e citato dagli eredi perché non sfrutti i marchi nel nome dell'ex campione – ha speso più di 5 milioni di dollari (oltre 4 milioni, in quro) per la sua famiglia e gli amici. Diego non ha fatturato introiti come Messi e privarsi di quei soldi è stato importante per lui.

Le sorelle dell'ex Pibe sfrattate dalla casa dei genitori

Tutti (inclusi i parenti e gli amici, o presunti tali) hanno cercato, voluto (e avuto) un pezzetto della torta. "Invecchio e molti pensano solo ai miei soldi", una delle ultime riflessioni di D10s sulla cerchia di persone che gravitava nella sua vita. E adesso si tirano le somme. Nel bene e nel male, non c'è affetto che tenga quando sul tavolo restano i conti da equilibrare e le proprietà da ripartire. Ogni cosa, per il momento, è in mano a un amministratore dei beni (l'avvocato Sebastián Baglietto) che li ha raccolti e registrati prima che avvenga la suddivisione in base all'asse ereditario. Si spiega anche così lo sfratto delle sorelle dell'ex Pibe del Oro dalla casa di Villa Devoto dove vivevano i loro genitori, Don Diego e Doña Tota. L'ufficiale ha chiesto loro la consegna delle chiavi e di abbandonare l'edificio che fa parte della successione destinata ai figli del ‘Dieci'.

L'asse patrimoniale conteso dagli eredi di Maradona

L'episodio della casa è uno dei tanti pezzi del mosaico sull'asse patrimoniale e sulle effettive proporzioni dell'eredità tra conti bancari, depositi azionari, cimeli di valore stipati in container o nelle casseforti a Dubai, partecipazioni in aziende, contratti di marketing, diritti televisivi e altri relativi allo sfruttamento di una serie di marchi legati alla figura dell'ex campione. Ogni cosa è oggetto di revisione, del tiro alla fune tra i legittimi discendenti riconosciuti dal Tribunale (i cinque figli Dalma, Giannina, Jana, Diego junior e Dieguito Fernando) e i collaboratori che Maradona aveva scelto per la gestione dei propri affari (in particolare, il legale Matias Morla).

Il caso delle donazioni fatte a parenti e a terze persone

Quanto alle donazioni fatte a terzi e a parenti, in base alla legge nemmeno gli eredi legittimi possono chiederne la restituzione ai beneficiari. Chi sono? In particolare alla famiglia della ex, Rocío Oliva, o alle stesse sorelle di Maradona. Diverso è il caso di donazioni fatte ai figli, in quel caso si tratta di beni che entrano nel patrimonio per la successione.