La Grecia è diventata improvvisamente forte a giocare a calcio
Due trasferte molto complicate, due vittorie e il primo posto nel girone di Nations League: nel giro di pochi giorni la Grecia ha battuto Serbia e Germania, cominciando nel modo migliore la sua prima esperienza nella Lega A. La sensazione è che nel calcio greco sia cambiato qualcosa e che la nazionale sia pronta a vivere la sua generazione dorata che potrebbe portarla molto lontano, anche se il primo obiettivo sono gli Europei che si giocheranno nel 2028.
La crescita della Grecia è cominciata ormai da qualche anno, con un lavoro meticoloso sui giovani che ha creato quelli che oggi sono i pilastri della squadra. Molti di loro sono riusciti a imporsi anche all'estero a buoni livelli e la Federazione sta cercando di sfruttare questo momento particolarmente favorevole per fare qualcosa di complesso, ossia trasformare una generazione fortunata in un sistema capace di produrne altre per non restare soltanto una splendida favola come quella che ha scritto la storia vincendo gli Europei del 2004.
La nuova generazione che ha cambiato la Grecia
La vittoria contro la Serbia poteva sembrare una casualità, ma quella contro la Germania ha dimostrato che la Grecia è diventata davvero una squadra solida e forte. I primi segnali risalgono a un anno fa: i greci avevano perso in casa per 1-0 lo spareggio contro la Scozia per salire nella League A di Nations League. Al ritorno a Glasgow ribaltò completamente la situazione vincendo per 3-0 con i gol dei giovani Konstantelias, Karetsas e Tzolis che oggi sono i simboli di questa nazional. Con quella vittoria i greci sono stati promossi per la prima volta nella massima lega dove hanno esordito con due vittorie di prestigio. Il segreto è nella generazione dorata messa nelle mani del commissario tecnico Ivan Jovanovic che ha a disposizione un immenso talento offensivo: Karetsas ha 18 anni, Kostoulas e Mouakitis 19, Tzimas 20, Tzolis 24, tutti giovani e giovanissimi che stanno costruendo qualcosa di importante.
Molti dei talenti della nazionale sono cresciuti nell'Olympiakos che ha vinto la Youth League nel 2024 battendo il Milan in finale, traguardo storico per un club greco, ma tutte le società hanno fatto pesanti investimenti nei loro vivai per portare i giocatori in prima squadra e rivenderli poi ai grandi club europei. Ad esempio soltanto in questa stagione Karetsas gioca al Dortmund con l'infortunato Konstantelias, Kostoulas al Brighton con Tzimas, anche lui attualmente infortunato, Tzolis è andato all'Arsenal per 40 milioni di euro dopo aver fatto benissimo al Bruges.
Il piano per puntare sui giovani
I settori giovanili delle squadre greche hanno preso una direzione precisa per poter valorizzare tutto il talento che si son o ritrovati tra le mani, ma la Federazione ha inaugurato un progetto per far sì che questa generazione non diventi un caso isolato: il programma si chiama Anagennisi che vuol dire rinascita, un nome pesante per un movimento che negli ultimi anni ha raccolto diverse delusioni, e abbraccia ragazzi dai 6 ai 14 anni.
Si parte dalle categorie più piccole, dal due contro due e dal tre contro tre, aumentando progressivamente il numero di giocatori fino ad arrivare all'unici contro undici soltanto dall'Under 14 in poi, per poter permettere a ogni bambino di migliorare i fondamentali, i tocchi di palla, le decisioni da prendere durante le gare e anche la creatività. È un processo che darà i suoi frutti tra qualche anno, ma nel frattempo la Grecia è sicura di aver intrapreso la direzione giusta: le vittorie contro Serbia e Germania sarebbero state impensabili solo qualche tempo fa, mentre oggi sono la splendida realtà che potrebbe portare la Grecia a vincere il girone, passare al turno successivo e puntare concretamente alla qualificazione agli Europei che manca dal 2012.