La festa di Lamine Yamal entra nel mirino del governo spagnolo: il Ministero chiede un’indagine

Si è discusso tanto riguardo al party per i 18 anni di Lamine Yamal, una festa di cui si sa pochissimo ma che ha generato grande dibattito per le indiscrezioni che sono spuntate fuori. Sabato sera la stella del Barcellona ha radunato amici e compagni di squadra in una villa poco lontana dalla città e tutti avevano il divieto di filmare ciò che stava accadendo e di scattare fotografie. L'associazione ADEE, che si occupa delle persone con acondroplasia e altre displasie scheletriche con nanismo, ha denunciato che il giocatore ha assunto persone affette da nanismo per l'intrattenimento.
Una situazione che ha scatenato un polverone e sulla quale è intervenuta anche il governo spagnolo: secondo spiegato all'EFE dal Direttore generale della disabilità, il Ministero dei diritti sociali ha chiesto alla Procura, al Difensore civico e all'Ufficio per la lotta ai crimini d'odio di indagare se la legge sulla disabilità sia stata violata in occasione della festa di compleanno.
Cosa è successo al party di Lamine Yamal
Gli ospiti hanno scoperto la location della festa soltanto poche ore prima dell'inizio e sul party c'era grande riservatezza, tanto che era proibito l'uso dei cellulari. La protesta dell'ADEE però denuncia la presenza di persone affette da nanismo come intrattenimento: questo violerebbe la legge che proibisce gli spettacoli che denigrano le persone con disabilità. Un caso piuttosto grave sul quale il governo indagherà, ma intanto Lamine Yamal è già stato denunciato dall'associazione per aver violato "non solo la legislazione vigente, ma anche i valori etici fondamentali di una società che cerca di essere egualitaria e rispettosa" come riporta Marca.
La norma vigente vieta ogni spettacolo o attività ricreativa in cui siano presenti persone con disabilità utilizzate per provocare scherno o derisione da parte del pubblico. Una circostanza che, se accertata, potrebbe portare una multa salatissima al giocatore oltre che a metterlo al centro di uno scandalo non di poco conto.