La contro barriera dell'Atalanta in occasione del calcio di punizione contro il Milan ha destato molta curiosità sia per la scelta sia per la domanda legittima: potevano schierarsi in quel modo prima che Ilicic andasse alla battuta? Sì, la formazione bergamasca non ha commesso alcuna irregolarità considerato il regolamento ma ha solo trovato un modo abbastanza singolare per provare a confondere le idee ai rossoneri e rendere più difficile l'intervento del portiere. Una soluzione chiaramente studiata in allenamento con l'obiettivo di coprire la visuale all'estremo difensore e cercare il colpo a sorpresa.

La distanza della barriera su calcio di punizione

Posto che su calcio di punizione la distanza tra la palla e la barriera della squadra che si difende deve essere di 9.15 metri (in foto si vede anche come il direttore di gara traccia la classica riga bianca con lo spray per assicurarsi del corretto allineamento dei calciatori), torniamo al caso dell'Atalanta e all'invenzione messa in atto contro il Milan.

La controbarriera dell'Atalanta permessa da regolamento

Perché la ‘dea' ha potuto escogitare quel trucco? Lo permette il regolamento che di recente ha subito una modifica da parte dell'Ifab (il board, la commissione, che può apportare modifiche alle norme sul gioco del calcio) relativamente al posizionamento dei giocatori in barriera. Quelli della squadra che attacca non possono più affiancarsi agli avversari, creando disturbo o provando a ostruire l'eventuale intervento sulla traiettoria, ma devono ad almeno un metro di distanza dalla barriera stessa (nel caso in cui questa sia composta da almeno tre calciatori). Nel caso specifico quelli dell'Atalanta erano davanti alla palla che sarebbe stata calciata da Ilicic.

Se avessero trasgredito la regola cosa sarebbe accaduto? L'Atalanta sarebbe stata punita con un calcio di punizione indiretto con l'annullamento dell'eventuale gol scaturito proprio da quel calcio di punizione.