Kolo Muani non è l’unico problema della Juve: la sconfitta col Sassuolo ha messo in evidenza le cose peggiori
La sconfitta della Juventus a Reggio Emilia con il Sassuolo (3-2 al 94°) ha messo in luce le cose peggiori della squadra di Spalletti: mancanza di controllo, equilibrio, incredibile vulnerabilità, incapacità di rendersi realmente pericolosa in attacco. I bianconeri tornano a casa con una sconfitta pesante e con un problema (tra i tanti) che continua a presentarsi in avanti: Kolo Muani non è ancora riuscito a calarsi nella parte della punta di cui la ‘vecchia signora' ha davvero bisogno. È il paradosso di un calciatore voluto, inseguito a lungo, pagato anche tanto (40 e passa milioni) e poi divenuto un caso. "Ce la dobbiamo giocare di più su di lui, che deve essere più cattivo", le parole del tecnico. Ma il francese non è l'unico problema: nella serata del Mapei Stadium sono emerse le cose peggiori. La squadra è riuscita a segnare due volte senza riuscire a costruire abbastanza davanti e senza proteggersi abbastanza dietro. Da una parte c'è Kolo Muani, ancora alla ricerca di una presenza offensiva realmente decisiva. Dall'altra un gruppo che concede troppo, perde anche equilibrio e poi crolla. Castigata da un suo pupillo: Adzic, ex di turno, a recupero finito.
Kolo Muani non incide, Spalletti: "Ce la dobbiamo giocare di più su di lui"
Un dato fotografa alla perfezione le perplessità sull'attaccante francese. In 4 partite da titolare (360 minuti), ha tirato appena 2 volte nello specchio della porta. E non è l'unico particolare inquietante: 1.56 è la media dei gol attesi (bassa per un bomber…), 0.5 quella delle conclusioni nello specchio. Il resto lo restituisce il campo. Spalletti, che finora lo ha difeso, non scende dal suo carro (come aveva detto schierandosi dalla sua parte) e riconosce che la stessa Juventus non ha ancora sedimentato un modo di giocare che possa sfruttare al meglio le caratteristiche del centravanti. "Abbiamo giocato poche volte così", dice l'allenatore.
Il concetto che filtra è semplice: Muani non è un terminale offensivo, o almeno non è questo il copione che sta recitando. "Ce la dobbiamo giocare di più su di lui. Si va a giocare sulla prima punta facendogli tenere la palla e giocando addosso agli avversari". Spalletti, però, gli manda un messaggio altrettanto chiaro tra le righe: "Deve essere più cattivo".
Il francese è un problema ma non può essere un alibi: la Juve è fragile
Se Kolo Muani è una dolente in attacco, lì dietro si balla da paura. Le praterie di cui ha goduto il Sassuolo nel finale, ma più in generale la sensazione fragilità mostrata durante tutto l'incontro, girano il coltello nella piaga. A questa Juve manca anche dell'altro: concede troppo spazio, troppe situazioni e troppa libertà agli avversari.
La doppietta di Zhegrova aveva rimesso la partita sui giusti binari. Due volte la squadra era riuscita a recuperare lo svantaggio e aveva trovato la forza per reagire. Poi il blackout che Spalletti ha spiegato con la voglia di cercare la vittoria a tutti i costi, ma l'impressione è stata un'altra: ogni volta che la squadra di Aquilani saltava la prima pressione, i bianconeri sembravano poter cadere da un momento all'altro. Non traspariva solidità ma un incredibile leggerezza nella lettura dei momenti. E quando la gara si è aperta, la Juve non è riuscita più a controllarla. Né a portarla casa, anche in maniera ‘sporca'.