De Winter colpisce il piede di Kolo Muani prima del gol di Cissé in Juve-Milan: perché il VAR non interviene

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Il gol di Cissé in Juventus-Milan nasce da un recupero di De Winter su Kolo Muani che lascia molti dubbi: il contatto tra i piedi dei due calciatori c’è, ma Mariani lascia correre e il VAR non lo richiama al monitor. Marelli spiega cosa può esserci dietro la decisione.

Il gol di Cissé in Juventus-Milan porta con sé un episodio destinato a far discutere. All'inizio dell'azione che conduce alla rete del Milan, De Winter recupera il pallone su Kolo Muani, ma nel contrasto il suo piede entra in contatto con quello dell'attaccante bianconero. Mariani lascia proseguire e pochi secondi più tardi arriva il gol rossonero. Il check del VAR non cambia la decisione presa sul terreno di gioco.

Le immagini chiariscono un primo punto: il contatto tra De Winter e Kolo Muani c'è. Lo ha sottolineato anche Luca Marelli durante la moviola di DAZN: il tacco del difensore milanista tocca la punta del piede dell'attaccante della Juventus. Questo, però, non significa automaticamente che l'intervento debba essere considerato falloso e soprattutto non basta da solo a provocare una revisione al monitor.

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Perché il VAR non interviene sul contatto De Winter-Kolo Muani

È proprio qui che entra in gioco il protocollo VAR. Ogni gol viene controllato automaticamente e tra gli episodi revisionabili ci sono anche eventuali falli commessi dalla squadra che segna durante l'azione che porta alla rete. Il regolamento IFAB specifica inoltre che può essere riesaminato anche il modo in cui la squadra attaccante ha conquistato il possesso.

Non esiste dunque una regola secondo cui un fallo avvenuto "troppo lontano dalla porta" non possa essere controllato. La distanza può però contribuire a stabilire dove inizi la fase offensiva direttamente collegata al gol. È questo uno degli elementi indicati da Marelli: il contatto avviene molto prima della conclusione di Cissé e potrebbe essere stato considerato troppo distante dallo sviluppo decisivo dell'azione per giustificare una on-field review.

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C'è poi l'altro elemento, probabilmente ancora più importante. Per modificare la scelta di Mariani, Fabbri al VAR avrebbe dovuto individuare un "chiaro ed evidente errore". Il protocollo IFAB stabilisce che la decisione presa sul campo deve restare valida quando le immagini non dimostrano in maniera evidente che sia sbagliata. Per valutare l'intensità di un contrasto, inoltre, viene privilegiata la velocità reale rispetto allo slow motion, che può enfatizzare un contatto.

La nuova linea degli arbitri di Serie A spiega la decisione

La mancata chiamata al monitor va letta anche dentro la nuova linea arbitrale della Serie A 2026/2027. Daniele Orsato aveva indicato prima dell'inizio del campionato l'obiettivo di riportare l'arbitro "al centro della partita", utilizzando il VAR come supporto eccezionale e intervenendo soltanto davanti a errori chiari ed evidenti.

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Una direttiva già evidente nelle prime due giornate: nelle prime 18 partite di Serie A non c'era stata neppure una on-field review, contro le quattro registrate nello stesso momento della stagione precedente. Il principio indicato agli arbitri è sintetizzato nella formula: "vanno fischiati i falli, non i contatti".

Ed è esattamente il confine sul quale si muove l'episodio di Juventus-Milan. De Winter il piede di Kolo Muani lo colpisce, ma evidentemente quel contatto non viene considerato sufficiente per trasformare il mancato fischio di Mariani in un errore chiaro ed evidente. Fabbri, designato VAR della partita insieme all'AVAR Camplone, completa quindi il controllo senza mandare l'arbitro al monitor e il gol di Cissé resta valido.

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