Allegri striglia Lucca dopo Napoli-Bologna: “Sembrava avere le spalle attaccate a una gruccetta”
Lo sfogo di rabbia per un contropiede gestito male, la battuta su come lo ha visto a pochi istanti dall'ingresso in campo. Le parole che Massimiliano Allegri riserva a Lorenzo Lucca sono come carezza in un pugno per quanto accaduto in occasione della vittoria al Maradona contro il Bologna. Il tecnico lo aveva inserito per non perdere peso lì davanti dopo il vantaggio segnato da Lobotka, s'è ritrovato a imprecare (e la sua reazione non poteva passare inosservata) per un'occasione gestita male. "Doveva tagliare dentro e poi magari tirare per fare il 2-0 – dice l'allenatore, spiegando perché fosse così contrariato -. In quelle situazioni vanno fatto le scelte giuste, altrimenti succede che ne nasce un'azione avversaria".
E questa è solo la prima tirata (bonaria) d'orecchie. La seconda arriva col sorriso sulle labbra ma il senso è chiaro: la postura dell'attaccante che sta per andare in campo, in una fase cruciale della partita, dovrebbe far trasparire smania e agonismo. La sensazione ricevuta vedendo il suo calciatore è stata ben altra… "Sembrava avere le spalle attaccate a una gruccetta. Mi sono avvicinato a lui e gli ho detto: aprile ‘ste spalle".
Ironia a parte, Allegri si gode la vittoria che concede un po' di respiro dopo 2 sconfitte (3, compresa la Champions) ma restano le pecche su cui lavorare. "Alla fine potevamo gestire meglio alcune situazioni… il possesso, per esempio, va fatto nella metà campo avversaria e non nella nostra". E ha trattenuto il fiato quando ha visto il gol del Bologna dopo appena sei minuti. "Abbiamo un po' dormito ma fortunatamente era in fuorigioco".
Le note liete non mancano: dalla "energia pazzesca che ha portato Favasuli" a un approccio finalmente più da Napoli. "Ho visto maggiore rabbia di portare a casa la vittoria rispetto alle gare contro Como e Inter, lì siamo stati un po' troppo superficiali. Non era facile, c'era sempre questa mezza paura di non fare risultato. Pensiamo a domenica a Firenze, poi abbiamo 27 partite in 9 giorni tra Champions e per sistemare il campionato. Aspettiamo il rientro di Anguissa e McTominay".
Menzione particolare per Kevin De Bruyne intorno al quale Allegri sta costruendo una nuova dimensione tattica. "Più vicino alla punta ha giocato tutta la vita. È bravo a capire anche quando serve arretrare per fare superiorità numerica. Discutere di lui è impossibile per come tocca la palla, anche se in quella posizione lì può fare meglio. Era un po' stroppo schiacciato su Hojlund e gli ho detto di muoversi di più così da avere la superiorità numerica".