Gattuso: “Il Milan e il Napoli hanno vinto lo Scudetto dopo che me ne sono andato, non è un caso”
Gennaro Gattuso è soddisfatto del pareggio della sua Lazio contro il Milan e sorridere per la reazione mostrata dai suoi che poteva compromettere completamente la partita, dopo il doppio vantaggio. La sua squadra ha trovato la forza per rimanere in piedi e questo è l'elogio dell'allenatore biancoceleste in conferenza stampa: "Sappiamo bene che giocare come vogliamo per novanta-novantacinque minuti è dura. Ci siamo abbassati già dai primi minuti del secondo tempo, siamo andati sui riferimenti anziché giocare di reparto. Poi ci sono i meriti degli avversari, che tra l’altro hanno fatto due eurogol".
Poi la frase che fotografa meglio il suo giudizio sul gruppo: "Sappiamo che nel secondo tempo li abbiamo subiti, ma sono soddisfatto. Ho visto una squadra viva. Questo è un gruppo con dei valori".
Valori che Gattuso considera la base del suo progetto, insieme a disciplina e cultura del lavoro: "La mia storia da allenatore dice una roba: vado via dal Milan e vincono il campionato, vado via dal Napoli e vincono il campionato. Non è un caso, io vivo per queste cose qui. Vuol dire che ho lasciato nelle squadre che ho allenato mentalità e cultura del lavoro".
Gattuso-Fabiani, scintille in casa Lazio: "Non è corretto dire che l’obiettivo minimo è l’Europa"
Il sorriso per il punto conquistato contro il Milan non cancella qualche tensione di troppo in casa Lazio. Al termine del match dell’Olimpico Gattuso ha approfittato per chiarire la propria posizione sulle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal direttore sportivo Angelo Fabiani: "Non è una polemica e non dico se sono d’accordo o meno. Ma abbiamo già abbastanza pressioni addosso. Giocare nelle condizioni in cui stiamo giocando non è facile. Secondo me non è corretto che il direttore (Fabiani) dica che l’obiettivo minimo è l’Europa".
Parole pesanti proprio perché pronunciate dopo una partita nella quale la Lazio ha mostrato due volti e Gattuso ha ribadito il concetto: "Non voglio scappare dalle responsabilità, perché quando uno allena la Lazio è normale che pensa sempre di fare cose importanti. Ma noi dobbiamo pensare di partita in partita, l’obiettivo nostro deve essere questo, poi alla fine tireremo le somme. Dire che l’Europa è l’obiettivo minimo non è verità e non dobbiamo prenderci in giro".