Ve la ricordate la formazione dell'Inter che vinse per 2-0 in finale di Champions contro il Bayern Monaco? Se la memoria un po' fa difetto, eccola: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu; ZanettiCambiasso; Pandev, Sneijder, Eto'o; Milito. Maggio 2010, conquista della Coppa e triplete scolpito nella storia. Maggio 2020, cosa fanno oggi i protagonisti della squadra di allora?

Partiamo dai meno noti, da quelli che nel palmares hanno l'icona del trofeo anche senza essere mai scesi in campo o in panchina almeno in occasione della finale e possono vantare la conquista del titolo: Davide Santon oggi gioca nella Roma, Ricardo Quaresma "el trivela" spende scampoli di carriera in Turchia (al Kasimpasa) dopo aver vinto l'Europeo del 2016 col Portogallo, Marko Arnautovic (più sregolatezza che genio) è volato al di là della Grande Muraglia e indossa la maglia dello Shangai Sipg, Lorenzo Crisetig è in Spagna e fa parte del Mirandes poi c'è il portiere Vid Belec che milita nell'Apoel Nicosia di Cipro.

A leggere la distinta dei giocatori convocati per la sfida di Madrid un po' viene il magone e un po' sgrani gli occhi quando lo sguardo scivola su due nomi che, nel bene e nel male, pure hanno vestito la maglia nerazzurra. Tre in particolare: Sulley Muntari, Mariga e Mario Balotelli. Tre fenomeni (a modo loro), tre stelle che si sono illuminate e spente troppo in fretta conquistando la ribalta spesso per questioni extra-calcistiche più che per prodezze sul rettangolo verde.

  • Muntari (che ha indossato anche la maglia del Milan) è passato alla storia per il gol/non gol che ha preso il suo nome quale esempio di errore macroscopico commesso dagli arbitri (la respinta di Buffon avvenne dopo che la palla aveva varcato la linea di porta).
  • Mariga ha concluso la carriera tra Latina e Cuneo poi è tornato in patria (in Kenya) e adesso ha intrapreso la carriera politica alla Weah.
  • Quanto a Balotelli, si sa tutto… forse anche troppo. Mario è l'eterna promessa, il sogno che non è mai uscito dal cassetto, il fiore che non è mai sbocciato, il ragazzo che – come dicono a scuola – ha tutte le qualità per prendere ottimi voti ma si accontenta della sufficienza. Inter, Milan, Manchester, Liverpool, la Nazionale… ha preso il treno e poi è sceso alla stazione successiva. Ed è stato come averlo perso.

Tra palco e realtà sono rimasti tutti gli altri protagonisti di quel periodo magico: Toldo svezza i portieri dell'Under 21, Materazzi e Thiago Motta hanno tentato la carriera di allenatore, Stankovic ha appena iniziato l'esperienza sulla panchina della Stella Rossa, Cordoba ha intrapreso la carriera di dirigente e procuratore (nello stesso solco di Julio Cesar, che ha appesso i guantoni al chiodo da poco). Zanetti (vice-presidente), Chivu (allenatore Under 17) e Orlandoni (allena i portieri della Primavera) fanno parte dell'organigramma nerazzurro. Maicon, dopo un'esperienza tra le fila dei brasiliano del Criciuma, è attualmente svincolato. Milito è dirigente del Racing Avellaneda. Samuel è nello staff della nazionale. Cambiasso è un volto televisivo mentre Eto'o lavora per la Caf (Confederazione calcistica africana). Lucio s'è ritirato a 41 anni dopo l'ultima avventura alla Brasiliense. Sneijder, scaduto il contratto con l'Al-Gharafa, ha chiuso la sua carriera.