L'Inter esce da San Siro a testa bassa: 2-1 dal Milan, che scappa in classifica al primo posto e festeggia il successo in una stracittadina che non vedeva trionfare il Diavolo dal 2016. Una gara vissuta sempre con il fiato corto, con un approccio totalmente sbagliato e qualche lacuna tattica da rivedere e ponderare. Se dopo 15 minuti di gioco, ti ritrovi sotto 2-0, con un Ibra ingestibile e in balìa dell'avversario qualcosa di sbagliato ci deve essere e che va oltre una vigilia condizionata dal Covid. Eppure Conte non fa alcuna ‘mea culpa' sulle scelte tattiche presentate contro il Milan.

E' scesa in campo un'Inter rimaneggiata dal coronavirus ma con delle scelte ben precise: più offensive che difensive. Anche se il modulo, il 3-5-2, avrebbe richiesto ben altri interpreti: "Abbiamo subito due gol evitabilissimi. Equilibrio? Certo che serve in campo, sempre. Proponevamo due esterni di centrocampo come Perisic e Hakimi che non hanno fase difensiva, la propulsione c'era. Poi se qualcuno vuole anche il trequartista e storce la bocca…"

Così parla Conte nel dopo derby senza fare riferimento esplicito ad alcuno, ma difendendo sia le proprie scelte tattiche sia i giocatori scesi in campo e maggiormente criticati. Come Kolarov: "Lui inadatto alla difesa a 3? Lo faceva anche alla Roma, in Nazionale, lo fa anche adesso perché quello è il suo ruolo. Su di lui bisogna lavorare come su tutti: creiamo tanto e finalizziamo meno del previsto e questo ci penalizza molto".

Il discorso però, va inevitabilmente anche alla rosa a disposizione, dove evidentemente mancano dei centrali affidabili di ruolo, come Godin, ceduto in estate al Cagliari: "Non parlo di mercato, a me viene chiesto di allenare e preparare i giocatori che ho a disposizione. Se c'è qualche domanda di mercato rivolgetela a chi Ha diritto di parola in merito. Ogni scelta fatta è stata ponderata, tra società e allenatore".