Inchiesta arbitri e Inter: la Procura Federale FIGC chiede l’archiviazione per mancanza di illeciti
Un punto di svolta decisivo segna il percorso dell'inchiesta sull'asse arbitri-Inter e sulle presunte pressioni nei confronti del designatore Gianluca Rocchi. La Procura Federale della FIGC, guidata da Giuseppe Chiné, ha ufficialmente formalizzato la propria richiesta di archiviazione. Il procuratore sportivo, esaminati gli atti trasmessi dalla Magistratura ordinaria, ha stabilito che non sussistono elementi per configurare alcun tipo di violazione del Codice di Giustizia Sportiva. La notizia si colloca nel contesto delle verifiche avviate a seguito dell'indagine penale, la cui posizione giudiziaria era già stata archiviata dalla Procura della Repubblica di Milano per totale insussistenza di riscontri circa l'esistenza di una frode.
Assenza di illecito e l'Articolo 30: perché la Procura ha chiesto l'archiviazione
Il passaggio centrale dell'atto presentato dalla Procura della FIGC risiede nel fatto che non è stato riscontrato alcun illecito né alcun tentativo di commetterlo. Nel diritto sportivo questo dettaglio è di fondamentale importanza, in quanto la norma cardine dell'ordinamento calcistico italiano in base all'Articolo 30 del Codice di Giustizia Sportiva che sanziona l'illecito sportivo, punisce severamente anche il semplice tentativo o la pura condotta diretta ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara, a prescindere dal fatto che l'obiettivo sia stato poi effettivamente conseguito o meno.
Anche ampliando il raggio delle verifiche alle fattispecie di gravità minore, come la violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità descritti dall'Articolo 4 del Codice, gli accertamenti degli 007 federali non hanno fatto emergere comportamenti o pressioni indebite idonei a giustificare un deferimento nei confronti dei tesserati o del club nerazzurro.
Nessuna sanzione immediata: cos'è la richiesta e a chi spetta la decisione finale
Per comprendere l'esatto valore giuridico del provvedimento, occorre sottolineare un aspetto tecnico cruciale: il caso non è ancora definitivamente chiuso e l'archiviazione non è operante in automatico. La richiesta è stata formalmente avanzata dalla Procura Federale della FIGC ed è stata trasmessa direttamente al Procuratore Generale dello Sport presso il CONI per il necessario visto di conformità. L'intera procedura è regolata rigorosamente dall'Articolo 125 del Codice di Giustizia Sportiva, la norma che prevede che il Procuratore Federale, qualora ritenga che non vi siano elementi sufficienti per procedere con l'azione disciplinare e il conseguente deferimento, debba sottoporre la propria proposta motivata di archiviazione all'organo di controllo del CONI.
Cosa accadrà adesso: l'iter procedurale, le tempistiche e i possibili scenari di rigetto
La decisione finale sull'accoglimento della richiesta non si farà attendere a lungo, poiché lo stesso Articolo 125 del Codice di Giustizia Sportiva fissa un arco temporale contenuto per l'esame degli atti, garantendo alla Procura Generale del CONI un termine di circa quindici o venti giorni per vagliare l'operato della Procura FIGC e decidere se concedere il visto di archiviazione o assumere iniziative differenti. Esistono comunque margini affinché l'archiviazione non venga accolta, per quanto nella prassi si tratti di un'ipotesi rara nei casi in cui Procura Penale e Procura Sportiva abbiano già espresso la medesima linea di condotta.
Un eventuale rigetto o la richiesta di ulteriori approfondimenti potrebbero infatti verificarsi soltanto qualora il Procuratore Generale dello Sport ritenesse che l'analisi degli atti abbia trascurato condotte secondarie legate ai principi generali di lealtà sportiva, oppure che la valutazione delle intercettazioni e delle deposizioni richieda nuove audizioni e supplementi di indagine non ancora svolti. Qualora la Procura Generale dello Sport approvi l'istanza, il decreto di archiviazione diventerà definitivo, mettendo la parola fine alle speculazioni e confermando la totale estraneità del club e dei tesserati da qualsiasi addebito disciplinare.