Caso Malagò, la Procura dello Sport respinge l’archiviazione: candidabilità FIGC di nuovo in dubbio
La questione del mancato tesseramento di Giovanni Malagò torna al centro del dibattito sulla presidenza FIGC. Il procuratore generale dello Sport, Sergio Taucer, ha respinto la richiesta di archiviazione e chiesto nuovi approfondimenti.
Non è ancora arrivata la parola fine sul caso che riguarda la candidabilità di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC. La Procura generale dello Sport presso il CONI ha deciso di non accogliere la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura federale, riaprendo di fatto una vicenda legata al mancato tesseramento dell'attuale numero uno del calcio italiano.
Il procuratore generale dello Sport, Sergio Taucer, ha trasmesso una relazione al procuratore federale della FIGC, Giuseppe Chinè, mettendo in copia anche il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio. Nel documento vengono richiesti ulteriori chiarimenti prima di poter considerare definitivamente chiusa l'indagine. Chinè dovrà quindi tornare sulla questione e fornire gli elementi necessari alla valutazione della Procura generale.
Il nodo del tesseramento e i dubbi sulla candidatura
Al centro della vicenda c'è un requisito previsto dalle norme federali: quello relativo alla regolarità del tesseramento. Il tema era stato sollevato dall'ex calciatore e avvocato Renato Miele, attraverso una serie di ricorsi che, fino a questo momento, erano stati giudicati inammissibili dalla giustizia sportiva.
La Procura federale aveva invece prospettato una diversa interpretazione delle disposizioni. Secondo la ricostruzione di Chinè, l'espressione contenuta nello Statuto federale non imporrebbe necessariamente il possesso della tessera Figc nel momento in cui viene presentata la candidatura. Il riferimento alla regolarità del tesseramento sarebbe piuttosto legato al rispetto delle condizioni richieste a chi è già tesserato.
Una lettura che consentirebbe dunque di considerare valida la candidatura di Malagò, che al momento della presentazione non disponeva di una tessera federale, così come era accaduto anche per alcuni suoi predecessori, tra cui Giancarlo Abete.
Taucer, tuttavia, non ha ritenuto sufficienti gli elementi contenuti nella richiesta di archiviazione. Il procuratore generale ha chiesto ulteriori verifiche, mostrando la necessità di approfondire proprio l'interpretazione delle norme e la posizione di Malagò.
Atti al CONI: la decisione può arrivare il 15 settembre
La questione assume ora una dimensione che coinvolge direttamente i vertici del Coni. Taucer ha infatti informato Buonfiglio della situazione e, in particolare, della certificazione con cui il segretario generale della Figc Marco Brunelli aveva attestato il possesso dei requisiti necessari da parte di Malagò per concorrere alla presidenza federale.
A questo punto bisognerà attendere la risposta di Chinè e il successivo esame della Procura generale dello Sport. Sarà quella valutazione a stabilire se l'inchiesta potrà essere definitivamente accantonata oppure se il caso è destinato a proseguire.
Sul tavolo c'è anche la possibilità che la vicenda venga portata all'attenzione della Giunta del Coni, convocata per il 15 settembre. Sarà Buonfiglio a valutare se inserire l'argomento all'ordine del giorno.
Per Malagò, dunque, la partita sulla candidabilità non è ancora chiusa. Dopo una prima richiesta di archiviazione, il dossier torna a muoversi e adesso saranno i nuovi chiarimenti richiesti dalla Procura generale dello Sport a determinare i prossimi passaggi.