Il caso Bianchedi dopo quelli di Maldini e Pirlo: cosa sta succedendo nella FIGC di Malagò
La gestione di Giovanni Malagò alla FIGC si trova a fronteggiare il terzo caso scoppiato nelle ultime settimane, cruciali per la formazione della nuova Nazionale e per la rivoluzione di tutto il calcio italiano. Dopo l'addio di Paolo Maldini e il mancato arrivo di Andrea Pirlo in panchina, ora si apre la questione attorno a Diana Bianchedi che era stata scelta per ricoprire il ruolo di capodelegazione dell'Italia. L'ex olimpionica di scherma è una figura vicina al nuovo presidente federale e non ha mai lavorato strettamente nel mondo del calcio, ma oltre il suo background professionale a far discutere è un caso di possibile incompatibilità dei ruoli che ha portato a uno scontro interpretativo dello Statuto.
Bianchedi infatti è vicepresidente vicario del Coni e componente della Giunta Nazionale e per questo la sua nuova posizione in FIGC rischia di entrare in conflitto con il ruolo che ricopre nel Comitato Olimpico. Il Coni è intervenuto immediatamente con una nota ufficiale, in cui conferma di aver attivato gli uffici preposti per "valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità". La nomina di Bianchedi è stata annunciata a sorpresa in un'intervista alla Gazzetta dello Sport ed è arrivata in un momento particolarmente delicato per la federazione che nel giro di poche settimane si è trovata a gestire tre situazioni differenti ma accomunate da una certa turbolenza nella costruzione della nuova Nazionale che non ha ancora alle spalle una struttura solida e con equilibri ben definiti, specie nei ruoli chiave.
Chi è Diana Bianchedi, vicepresidente vicario del Coni
Classe 1969, laureata in medicina, Bianchedi è stata un'atleta di altissimo livello: nella sua carriera ha vinto per due volte l'oro olimpico nel fioretto a squadre, a Barcellona 1992 e Sydney 2000. Dopo il ritiro ha intrapreso la carriera dirigenziale e nel 2001 è diventata la prima donna a ricoprire la carica di vicepresidente del CONI. Negli anni Bianchedi è diventata una delle figure di riferimento della governance dello sport italiano, ricoprendo diversi incarichi nel CONI e partecipando ai grandi progetti olimpici italiani. È stata coinvolta nella candidatura di Milano-Cortina 2026 e ha ricoperto il ruolo di Chief Strategy, Planning and Legacy Officer della Fondazione Milano Cortina 2026.
Il rapporto con il calcio non è del tutto estraneo al suo percorso, perché ha avuto per anni incarichi legati alla Commissione antidoping e tutela della salute della FIGC, un ruolo coerente con la sua formazione medica. Nel giugno 2025 è tornata ai vertici del CONI: la nuova Giunta Nazionale l'ha scelta come vicepresidente vicaria al fianco del presidente Luciano Buonfiglio, trasformandola in una delle figure più importanti della struttura di governo dello sport italiano.
Il caso dell'incompatibilità come capodelegazione dell'Italia
Malagò ha annunciato Bianchedi come nuovo capodelegazione della Nazionale, un ruolo che in genere viene ricoperto da ex giocatori che conoscono bene le dinamiche dello spogliatoio e sanno interpretarle diventando rappresentanti dei calciatori. Il caso però nasce dalla possibile incompatibilità della nomina con gli altri ruoli che ricopre al momento: essendo vicepresidente vicario del Coni non potrebbe assumere un nuovo incarico retribuito alla FIGC, anche se non esiste una legge che vieti questo tipo di scenario. Il Coni fa appello all'articolo 7, comma 4, dello Statuto dichiarando l'esistenza di un chiaro conflitto di interessi.
Secondo la norma "I componenti della Giunta Nazionale, qualora vengano a trovarsi in situazione di permanente conflitto di interessi, sono considerati incompatibili con la carica che rivestono, e debbono essere dichiarati decaduti". Bianchedi da vicepresidente potrebbe avere due incarichi, ma non può accettare la carica di capodelegazione della FIGC (per la quale non ha ancora firmato, nonostante l'annuncio) perché il Coni svolge anche una funzione di controllo sulle Federazioni sportive nazionali che rende incompatibile la doppia nomina, soprattutto per una figura come la sua che viene immediatamente subito dopo quella del presidente.
Cosa succede nella FIGC
La lettura di Malagò è diversa perché secondo il presidente federale non ci sarebbe nessun conflitto, dato che il ruolo di capodelegazione che le è stato offerto sarebbe di mera rappresentanza e non comporterebbe l'esercizio di funzioni di governo della FIGC tali da determinare un conflitto permanente. Il caso Bianchedi si inserisce in una fase delicata della FIGC, già colpita da casi come quello di Maldini e di Pirlo nella costruzione della nuova Nazionale. Gli episodi sono diversi ma fanno parte di una fase di assestamento più complicata del previsto e che ora ha toccato anche il rapporto con il Coni. Il presidente federale sta costruendo i nuovi equilibri e questo potrebbe essere il primo vero banco di prova della nuova struttura La partita è ancora aperta e la nomina di Bianchedi resta sospesa tra l'annuncio della FIGC e la verifica del Coni.