Cosa rischiano Mancini e Ranieri se la FIGC di Malagò viene commissariata: il meccanismo del decadimento
Il calcio italiano è scosso dal caso Malagò e dal possibile commissariamento della FIGC che non è più soltanto un'ipotesi remota. La Giunta CONI, su direttive del presidente Buonfiglio che si è esposto in prima persona sulla vicenda, sta valutando se esista una violazione tale da far decadere gli organi elettivi, ossia presidente e Consiglio federale. Il rischio della nomina di un commissario è concreto e un primo risvolto è atteso nel mese di ottobre, ma questo non vuol dire che tutto il progetto per il nuovo corso della Nazionale verrà smantellato perché il meccanismo del decadimento segue regole precise.
In sostanza, non è detto che assieme a Malagò debbano automaticamente salutare anche il commissario tecnico Roberto Macnini e il direttore tecnico Claudio Ranieri, nominati dall'attuale presidente federale. Gli equilibri sono molto più delicati e il possibile arrivo del commissario non porterà alla nullità di tutto ciò che è stato deciso da giugno a oggi. E non è neanche da escludere che il nuovo commissario possa essere Malagò stesso, un'idea nata nelle ultime ore che è perfettamente percorribile nonostante l'apparente cortocircuito.
Cosa rischiano Mancini e Ranieri con il commissariamento
Alla fine di luglio la FIGC ha annunciato il ritorno di Mancini sulla panchina dell'Italia, con Ranieri che lo affianca nel ruolo di DT e presidente del Club Italia. La loro scelta è arrivata in seguito alla trattativa saltata con Pirlo, vicinissimo alla nomina voluta dai dirigenti Maldini e Leonardo che hanno fatto poi un passo indietro. La situazione legata al nuovo allenatore era già abbastanza intricata, ma ora spunta l'ipotesi del commissariamento che potrebbe vanificare tutto il lavoro fatto negli scorsi mesi. Malagò, eletto presidente lo scorso 22 giugno, rischia di saltare perché non tesserato alla FIGC al momento della presentazione della candidatura, un requisito specificato dall'articolo 29 dello Statuto federale.
La federazione può essere commissariata in caso di irregolarità di gestione o gravi violazioni dell'ordinamento sportivo (come riportano gli articoli 6 e 7) e in questo caso il presidente rischia seriamente di decadere per far posto a un commissario straordinario nominato dal CONI. Ma cosa succederebbe alle decisioni prese da Malagò? In realtà Mancini e Ranieri potrebbero non rischiare il posto: i commissariamenti precedenti della FIGC hanno puntato sulla continuità e chi arriverà al posto dell'attuale presidente potrebbe confermare la scelta del CT e del DT. I due ruoli non decadono automaticamente, soprattutto perché è fondamentale non destabilizzare un ambiente già fortemente provato e un'Italia che è già a lavoro per i prossimi impegni sul campo.
Malagò come nuovo commissario
L'eventuale commissario nominato dal CONI erediterà la struttura così com'è, con Mancini in panchina e tutte le altre cariche al proprio posto. Il CT potrebbe non rischiare nulla, soprattutto se il commissario dovesse essere lo stesso Malagò. È possibile, visto che la Giunta può nominare anche il presidente decaduto, soprattutto se non è accusato di brogli o se non è sfiduciato. Non ci sarebbe nulla contro la sua chiamata come commissario, perché il suo è solo un vizio formato che deve essere sistemato. E in questo caso ogni cosa nell'Italia resterebbe al suo posto, riducendo a zero i rischi di una nuova rivoluzione.