Amorim apre al cambiamento dopo il Benfica, Capello approva: “Fai il vino con l’uva che hai”

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Sconfitta Milan col Benfica, Amorim ammette gli errori e apre al cambio modulo: “Pronto ad adattarmi ai giocatori”. Gli elogi di Capello dopo le critiche.

Ci sono tante domande per Ruben Amorim dopo la disfatta del Milan contro il Benfica nell'esordio stagionale in Europa League. Perché i rossoneri hanno ancora una volta regalato un tempo agli avversari? Perché nessuno va in profondità per larghi tratti del match e come è possibile incassare gol con troppa facilità, con una difesa ancora da registrare? Il tecnico portoghese ha provato a dare una spiegazione a tutto, compreso il motivo legato al mancato insistere sulla squadra che così bene aveva fatto nel secondo tempo con la Lazio. Grande disponibilità di Amorim che, al netto della prestazione deludente del suo Milan, ha colpito tutti negli studi di Sky per il suo modo pacato di provare a giustificare gli errori, accettando anche le critiche ricevute. C'è tra l'altro un aspetto che è stato sottolineato in modo forte.

Ruben Amorim, al contrario di quanto dichiarato anche prima della partita, sembra disposto dopo il Benfica a un grande cambiamento anche di mentalità. Il portoghese infatti ha aperto al cambiamento e alla prospettiva di adattarsi ai giocatori, anche se questi ultimi non sono proprio interamente congeniali alle sue idee: "Io cambio di continuo. Quella è la mia sensazione. A volte devo cominciare con una base. Abbiamo due mesi di lavoro. Abbiamo perso oggi, però sicuramente troveremo delle soluzioni per cercare di adattarci in certe partite, perché dobbiamo creare un'idea. Sto ancora lavorando".

Un atteggiamento intelligente e apprezzato anche da Fabio Capello, che ha dichiarato: "È un allenatore intelligente. Bisogna fare così. Un detto che mi piace recita: bisogna fare il vino con l'uva che si ha". Tutti d'accordo su questo aspetto, come sottolineato anche da Di Canio: "È vero che ha detto: ‘Sono due mesi, sono pronto ad adattarmi'. Perché lui pre-partita aveva detto: ‘Forse non tutti i giocatori che ho ricevuto sono esattamente quelli adatti per il mio modulo', e quindi la disponibilità a cambiare è evidente". Sembrava infatti intenzionato ad andare fino in fondo con le proprie idee, anche se queste lo avrebbero portato al fallimento.

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Capello prima stronca poi sta con Amorim per i suoi propositi di cambiamento

Troppo evidenti i mali del Milan per soprassedere e far finta di nulla. Amorim ha spiegato in primis le falle difensive e poi anche l'atteggiamento troppo "leggero" nei primi tempi: "Tutto è collegato. Sul primo gol dovevamo tenere la posizione fuori area, quando l'avversario conduce siamo già fronte porta. Dobbiamo migliorare la fase difensiva, non possiamo concedere e dobbiamo segnare per primi per portare la partita a un livello diverso perché non creiamo tante opportunità. Nessuno correva dietro ai loro difensori per attaccare lo spazio, ne abbiamo parlato all'intervallo. Abbiamo iniziato bene la ripresa, ma dopo il secondo gol tutto è diventato più difficile".

E in merito alla decisione di modificare la formazione rispetto al secondo tempo di Roma, Amorim ha parlato di scelte obbligate: "Rabiot aveva giocato novanta minuti per la prima volta a Roma, anche per Pulisic e conoscendo la sua storia dobbiamo essere consapevoli. Moreira ha avuto dei problemi personali e non si è allenato per due giorni. Dobbiamo migliorare come squadra, non è una questione di singoli e ci sono delle cose che non stiamo facendo".

Quello che è certo è che l'esordio shock in Europa League contro il Benfica ha messo a nudo le fragilità strutturali del nuovo Milan di Ruben Amorim. Il passo falso di Lisbona ha riproposto interrogativi tattici già emersi in campionato: dai disastri in fase di transizione difensiva alla cronica pigrizia nell'attaccare la profondità, fino all'abitudine di regalar tempo e campo agli avversari nei primi 45 minuti. Bisognerà cambiare registro.

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