Lucarelli: “Se rinasco faccio il prefetto o il questore”. Perché la Procura Figc ha aperto un fascicolo
Le parole di Cristiano Lucarelli sul divieto di trasferta imposto ai tifosi del Livorno arrivano sul tavolo della Procura federale. Il tecnico amaranto aveva commentato con toni polemici la decisione di vietare ai sostenitori livornesi la trasferta di La Spezia, giocata sabato 12 settembre e conclusasi con la vittoria dei liguri per 2-0. Una presa di posizione che ora sarà valutata dagli organi della giustizia sportiva.
A finire sotto la lente sono soprattutto le dichiarazioni rilasciate dall'allenatore alla vigilia della partita. Rispondendo a una domanda sul provvedimento, Lucarelli aveva detto: "Ormai ai divieti dal 2007 ci siamo abituati… se rinasco faccio il prefetto o il questore".
Una frase che aveva immediatamente fatto discutere e che adesso è al centro del fascicolo aperto dalla Procura federale della Figc, guidata da Giuseppe Chinè. Gli accertamenti dovranno stabilire se le parole del tecnico possano configurare una violazione delle norme previste dal Codice di giustizia sportiva.
Lucarelli e il paragone con l'Aci
Nel corso della conferenza stampa, Lucarelli aveva poi sviluppato il proprio ragionamento ricorrendo a un esempio legato alla sicurezza stradale."È come se fossi presidente dell’Aci", aveva spiegato, aggiungendo che in quella posizione potrebbe "fermare macchine, motorini e camion perché ci sono incidenti per la strada".
Il tecnico del Livorno aveva quindi contestato una logica che, a suo giudizio, rischia di trasformare il divieto in una soluzione preventiva, arrivando così a evitare di "andare a cercare rogne" e tenere tutti a casa. Il passaggio più duro era arrivato però nel confronto con quanto accade nelle competizioni internazionali: "Poi magari ci sono le coppe europee e vengono tifosi che ci spaccano le città, e lì divieti non ce ne sono".
Parole che, a distanza di poche ore, hanno prodotto una conseguenza concreta: l'apertura del procedimento da parte della Procura federale. Al termine della gara persa dal Livorno contro lo Spezia, è intervenuto in conferenza stampa Lucarelli per commentare l’andamento della gara sottolineando la buona prestazione dei suoi, lasciando anche una battuta sulla questione del deferimento: ”Ho saputo prima della partita di essere stato deferito. Da piccolo volevo fare il veterinario, spero che domani non mi chiami il ministro della sanità e mi deferisca anche lui (ride n.d.r.).”
Ora la Procura Figc valuterà le parole di Lucarelli
L'apertura del fascicolo non equivale a una sanzione, ma rappresenta l'avvio degli accertamenti necessari per verificare l'eventuale violazione delle norme federali. Tra gli aspetti che potranno essere valutati ci sono i principi di lealtà, correttezza e probità previsti dal Codice di giustizia sportiva, oltre alle disposizioni che regolano le dichiarazioni pubbliche dei tesserati e che vietano eventuali giudizi lesivi della reputazione degli organi istituzionali.
La Procura dovrà ricostruire il contesto delle dichiarazioni e stabilire se esistano gli estremi per procedere nei confronti dell'allenatore amaranto. Intanto, la vicenda riaccende il dibattito sul provvedimento che ha impedito ai tifosi del Livorno di accompagnare la squadra nella trasferta di La Spezia ma che riguarda tante tifoserie italiane che ogni weekend vengono ‘colpite' da questo tipo di decisioni da parte delle autorità.