Il triangolo della ceramica disegnato attorno le cittadine di Alcora, Vila-Real e Onda, a pochi km dal capoluogo Castellón de la Plana, forma da sessant'anni il cuore dell'industria locale, basata fin dagli anni '60 sulla produzione di azulejos, le mattonelle artistiche, e poi in generale di qualsiasi tipo di ceramica adatta alla decorazione. Il prodotto finale di questo grande segmento dell'indotto del posto è il Villarreal CF, che stasera sfiderà il Manchester United in una finale di Europa League che oppone due poli industriali agli antipodi. Quella spagnola è una realtà circoscritta ma florida, mentre quella inglese è probabilmente la prima realtà in assoluto di fabbriche di produzione copiosa attorno alle quali, quasi due secoli fa, un'intera regione europea ha costruito il suo futuro.

Progetto sostenibile

L'arrivo del Villarreal alla sua prima finale di Europa League rappresenta il punto d'arrivo di un progetto sostenibile. Il presidente Fernando Roig, proprietario di varie aziende di ceramica locali e del 9% dell'azienda di supermercati Mercadona, leader in Spagna, ha condotto una gestione oculata di patrimonio e risorse creando pian piano delle grandi infrastrutture alla periferia di Vila-Real, cittadina di appena 50mila abitanti nella quale i giorni delle partite la transumanza dei tifosi guida automaticamente tutti allo stadio. Se negli anni 2000, quelli in cui Juan Román Riquelme e Diego Forlán iniziarono a dar lustro al Submarino Amarillo, in città i tifosi del Villarreal si mischiavano con quelli di Barcellona, Real Madrid e Valencia, oggi i giovani locali sono tutti tifosissimi della squadra allenata da Unai Emery, un tecnico arrivato proprio per il salto di qualità a livello europeo.

Lo sviluppo sostenibile della squadra locale si riflette in un aspetto importante: nella rosa della prima squadra oltre dieci calciatori sono stati formati nel settore giovanile.  L'esempio più lampante è quello di Pau Torres, difensore centrale ultimamente sempre presente nelle convocazioni di Luis Enrique per la nazionale maggiore, con la quale giocherà da titolare il prossimo Europeo, e il cui valore si aggira intorno ai 50 milioni di euro. "Il valore della cantera del Villarreal è assoluto, è una delle migliori di Spagna e Pau è l'esempio principale dell'ottimo lavoro svolto da quel punto di vista", racconta a Fanpage.it Joan Capdevila, campione del mondo nel 2010 con la Spagna e al Villarreal dal 2007 al 2011.

Ceramica splendente

Lo stadio della Céramica, così ribattezzato nel 2017 dopo l'ultimo lifting, è senza dubbio la trasposizione dell'ambizione della società. La facciata, ricostruita proprio in ceramica locale, brilla di luce propria e, nonostante l'assenza del pubblico, ha accompagnato le imprese della squadra di Emery nel percorso attuale di Europa League attuando come un vero fortino. Non è un caso che il Villarreal abbia vinto sette partite su sette in casa nell'avvicinamento alla finale di Gdansk. Da oltre quindici anni ai vertici del calcio spagnolo, eccezion fatta per un paio d'anni nei quali vari errori di gestione sportiva fecero scendere il club in seconda divisione, la squadra di un paesino a un'ora di auto da Valencia ha ormai superato in quanto a rendimento anche il glorioso club che a cavallo tra anni '90 e 2000 aveva giocato due finali di Champions League.

Gli spostamenti di due giocatori del calibro di Dani Parejo e Francis Coquelin dal Mestalla allo stadio de la Cerámica nell'estate scorsa ha confermato questa tendenza. La provincia che si impone sul capoluogo. Una provincia che adesso sfida lo United in finale di Europa League: "È un premio meritatissimo. Era solo questione di tempo. La società ha lavorato tanto per poter arrivare fin qui", continua Capdevila, che riguardo la partita di stasera si dimostra fiducioso: "Le finali vanno vinte, è ovvio. È vero che lo United è una grande d'Europa ed è abituata a giocarle, ma l'entusiasmo del Villarreal potrebbe essere l'arma in più, del resto è per questo che hanno ingaggiato Emery, che di Europa League ne sa".

Sarà dunque la sfida tra un paesino e una grande città. La sfida tra un club da poco affacciatosi al salone dell'élite calcistica continentale e uno che da sempre la abita. Ma, soprattutto, sarà la sfida tra una realtà costruitasi da sola con una ceramica splendente e la realtà più mediatica del calcio mondiale.