Il Napoli vuole cambiare in corsa la regola del mercato a saldo zero: Lega Serie A spaccata tra veti e astensioni

Mercato a saldo zero, è il recinto entro il quale il Napoli dovrà operare in questa sessione di trattative rassegnandosi all'austerity in un momento delicato della stagione. Può ingaggiare calciatori solo a fronte di cessioni che tengano i conti in perfetto equilibrio. E non c'è margine o deroga che tenga nonostante il tentativo del presidente, Aurelio De Laurentiis, di sbloccare la situazione facendo leva sulla solidità dei propri bilanci: il Consiglio della Federcalcio ha ritenuto irricevibile la proposta di revisione avanzata dalla Lega Serie A.
Perché il Consiglio FIGC ha respinto la proposta della Lega Serie A
La reticenza è legata alla tempistica (intervenire adesso, a finestra invernale e a stagione in corso, è considerato inopportuno oltre che iniquo) e al timore di ricorsi da parte delle società, astenute o addirittura contrarie, che potrebbero impugnare la decisione della FIGC generando caos istituzionale. Ecco perché il Consiglio ha lasciato il cerino in mano alla stessa Lega Serie A: solo se ci saranno garanzie di rinuncia formale a qualsiasi ipotesi di istanza futura potrà essere accordata la modifica delle norme.
Il peso delle astensioni di Inter, Juve, Roma e il no del Milan
La posizione della Federcalcio è fondata sulle tensioni all'interno della stessa Lega Serie A, visto che non sono mancati forti dissensi espressi in maniera differente: in assemblea Inter, Juventus e Roma si sono astenute sulla mozione, il Milan ha s'è detto apertamente contrario a qualsiasi variazione rispetto al quadro attuale.
La manovra del Napoli: cambiare le regole in corsa e sbloccare il mercato a gennaio
Il presidente, Aurelio De laurentiis, (sostenuto dalla Lazio) aveva presentato un'istanza per cambiare in corsa la regola che calcola il costo del lavoro allargato inserendo tra i parametri anche la stima delle riserve di liquidità in cassa. In buona sostanza, il Napoli ha cercato di svincolarsi obiettando che è un controsenso stoppare una società che non ha debiti e dispone di risorse proprie accantonate, tali da ripianare gli indici richiesti. Una mossa per aggirare le regole in vigore e uscire dal guado. E il fatto che fosse capofila di una maggioranza robusta (16 club della Lega Serie A) non è stato ritenuto sufficiente da parte della Federcalcio per mettere mano alle prescrizioni per effetto delle quali, almeno per la sessione invernale, ha le mani legate sul mercato pur vantando riserve finanziarie di circa 200 milioni e una situazione economica generale florida anche rispetto ad altre società.

Perché il club partenopeo può fare trattative solo a saldo zero
La parola chiave al riguardo è "costo del lavoro allargato", è un indicatore finanziario della FIGC che viene richiesto alle società di Serie A e comprende non solo gli stipendi lordi dei calciatori, ma anche ammortamenti dei cartellini, oneri accessori e costi per il personale tesserato. I club devono presentarlo due volte all'anno: entro il 31 maggio, con la fotografia dei dati al 31 marzo; entro il 30 novembre, coi dati che risalgono al 30 settembre. Questi parametri condizionano direttamente le sessioni di mercato: se un club supera la soglia prevista subisce limitazioni o, nei casi più gravi, blocchi totali.
Per la stagione 2025-2026 non deve superare l'80% dei ricavi; dal 2026/27 scenderà al 70%. Il Napoli ha sforato di circa 40 milioni a settembre 2025, nonostante abbia nel complesso un bilancio solido. A pesare sono stati gli investimenti estivi massicci che hanno alzato gli ammortamenti (il club partenopeo li annovera a quote decrescenti) ma senza la possibilità di controbilanciare quegli esborsi conteggiando utili non distribuiti in salvadanaio o ricavi extra come quelli della Champions.
Allo stato dei fatti club con debiti elevati possono operare liberamente se rispettano la soglia, mentre il Napoli, che ha liquidità di cassa accumulata nelle gestioni passate, è bloccato. Un'anomalia che De Laurentiis ha provato a sottolineare spingendo verso la revisione delle norme. Un'intenzione che, per quanto sia plausibile secondo la FIGC, si è arenata sulla mancata unanimità all'interno della Lega Serie A. Al momento la regola resta questa e il mercato a saldo zero del Napoli dovrà passare prima attraverso le cessioni.