Il Milan se la cava perché il Como è “giochista” anche quando non deve. E che errore di Maignan

Il Como spaventa il Milan ma prende un gol in contropiede in maniera abbastanza ingenua e "regala" il pareggio a Leao. Il recupero di campionato finisce 1-1, risultato che fa felice solo l'Inter che in Norvegia le prende dal Bodo Glimt (3-1) ma in campionato è prima a +7 dai rossoneri secondi. Due sbavature scandiscono l'esito dell'incontro: la prima è una macchia sulla maglia di Maignan che, disattento, consegna a Nico Paz la palla sulla quale c'è scritto "basta spingere". E lo spagnolo ringrazia. Nella ripresa ci pensa Rafa a rimettere le cose a posto, per un pari che un mattoncino per la zona Champions ma zavorra nella corsa scudetto.
L'errore commesso dal portiere del Milan è clamoroso. Ma cosa ha combinato? È il pensiero che scuote San Siro quando vede il francese "consegnare" la palla al calciatore del Como. Lo spagnolo ha una prateria dinanzi a sé e una difesa sguarnita. Non deve fare molto per mettere dentro il gol del vantaggio. E che spreco sarebbe buttar via un'occasione del genere: il talento del Real non si lascia pregare, recupera palla con destrezza e – cosa peggiore per l'estremo difensore – lascia partire un rasoterra che gela il Meazza. Tutto vero, per fortuna (dei lariani) o purtroppo (per i rossoneri). Quanto a Paz, ha scolpito nelle statistiche un dato che a dice lunga su quanto sia cresciuto: figura tra i calciatori dei maggiori cinque campionati europei che hanno preso parte ad almeno 15 reti in questa stagione, gli unici nati dal 2004 in avanti sono Nico Paz e Lamine Yamal del Barcellona: 9 reti e 6 assist per il giocatore del Como. Chapeau.
La rete è estemporanea anche perché fino a quel momento ha prevalso l'equilibrio secondo un tema tattico già scritto: da un lato la formazione di Fabregas che tiene il possesso palla, anche prolungato, agisce per linee esterne (almeno, ci prova), prova a non farsi intrappolare nell'imbuto che Allegri ha disegnato in mezzo al campo ma non trova mai veramente spazi utili; dall'altro il ‘diavolo' che tiene le linee strette e resta compatto tra i reparti, verticalizza non appena può sfruttando l'agilità di Leao ma le opportunità da rete vera si contano sulla punta delle dita di una mano.

La prima è per Vojvoda ma l'urlo gli resta strozzato in gola perché in offside e lo 0-0 non si schioda. Succede poco dopo, con Maignan (quello che non ti spetti) che la combina grossa. Una botta al volo di Tomori scalda i guanti a Butez. E nient'altro perché il Milan fa solo il solletico al Como. Allegri si gioca la carta Fullkrug (dentro al posto di Nkunku) per avere là davanti più peso ma trova il gol alla "vecchia maniera" capitalizzando una pecca del Como: nonostante sia in vantaggio, incassa un contropiede micidiale facendosi trovare scoperto abbastanza da permettere a Leao di ricevere palla, controllarla e battere Butez con un pallonetto. Gol provvidenziale.