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Il campionato olandese è salvo, evitata la ripetizione di 133 gare: il tribunale boccia il ricorso

Il tribunale di Utrecht respinge il ricorso del NAC Breda e conferma la linea della federazione. Evitata la ripetizione di 133 gare, ma restano polemiche e tensioni. Sentenza definitiva nel caso “Passportgate”.
A cura di Vito Lamorte
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Dean James dei Go Ahead Eagles, protagonista involontario del Passportgate.
Dean James dei Go Ahead Eagles, protagonista involontario del Passportgate.

Sentenza definitiva nel caso “Passportgate”: il tribunale distrettuale di Utrecht ha respinto il ricorso del NAC Breda, che chiedeva di rigiocare la sfida contro i Go Ahead Eagles per l’impiego di un calciatore ritenuto non idoneo. Una decisione che conferma la linea della KNVB e scongiura uno scenario caotico per l’Eredivisie, dove si rischiava di dover ripetere fino a 133 partite.

Al centro della vicenda c’è Dean James, giocatore nato nei Paesi Bassi ma divenuto internazionale con l’Indonesia. Secondo il NAC, avrebbe dovuto essere considerato extracomunitario e occupare uno slot specifico, rendendo quindi irregolare la gara del 15 marzo, terminata con un netto 6-0. Tuttavia, la normativa olandese consente di scegliere una sola cittadinanza, e molti calciatori si sono ritrovati in situazioni simili senza esserne pienamente consapevoli.

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Il nodo della sentenza sta nell’interpretazione del regolamento: la federazione “può” dichiarare nulla una partita in caso di irregolarità, ma non è obbligata a farlo. Proprio questo margine discrezionale ha permesso alla KNVB di non invalidare l’incontro e, di conseguenza, di evitare la sua ripetizione. Il tribunale ha ritenuto legittima questa scelta, sottolineando che l’eventuale retrocessione del NAC non influisce sulla valutazione giuridica del caso.

Passportgate, Eredivisie salva dal caos: evitata la ripetizione di 133 gare

Un altro elemento determinante è stata la portata del problema: decine di giocatori coinvolti e oltre cento partite potenzialmente da rivedere. In questo contesto, la federazione ha privilegiato la stabilità del campionato rispetto al singolo ricorso, una linea che i giudici hanno considerato ragionevole.

Diverso l’approccio dell’Ajax, che aveva gestito un caso simile con maggiore cautela, registrando il portiere Maarten Paes come extracomunitario solo dopo aver ottenuto i necessari permessi.

Dopo il verdetto, il NAC Breda ha fatto sapere che analizzerà la decisione con i propri legali prima di prendere ulteriori iniziative, mentre per la federazione olandese la questione può considerarsi chiusa, con l’attenzione ora rivolta al finale di stagione.

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