18 Luglio 2022
13:34

Ihattaren vittima di minacce e intimidazioni: per il giovane talento dell’Ajax un inferno senza fine

Il giocatore, ancora di proprietà della Juventus, non è partito per il ritiro dei Lanceri in Austria. Ufficialmente per problemi fisici ma dietro si nasconde una verità ben più cruda.
A cura di Alessio Pediglieri

Non c'è pace per il giovane olandese Mohamed Ihattaren, stellina dal talento cristallino ma offuscato da continui contrattempi fuori e dentro i campi di gioco, tanto da farlo passare tra i più sfortunati giocatori di sempre. Da oltre un anno, il 20enne trequartista originario di Utrecht non riesce praticamente a scendere più in campo e ha dovuto recentemente rinunciare ad aggregarsi al ritiro dell'Ajax in Austria a seguito dell'ennesima vicissitudine: è oggetto di intimidazioni e minacce personali e per motivi di sicurezza è rimasto in patria, ad allenarsi a parte.

Inserito nel 2019 tra i migliori 50 talenti più promettenti in una graduatoria selezionata dalla UEFA, Ihattaren ha mantenuto le promesse fino al 2021 quando è piombato in un vortice infinito di situazioni che gli hanno impedito di tornare in campo. Se nei due anni con il PSV aveva giocato 56 partite segnando 6 gol, il classe 2002, una volta acquistato dalla Juventus non ha più trovato pace: solamente 5 presenze in un anno, con le giovanili dell'Ajax e nulla più. I bianconeri lo avevano ingaggiato nell'estate 2021, per poco meno di 2 milioni, girandolo in prestito alla Sampdoria. Squadra con cui non scenderà mai in campo, dopo aver abbandonato Genova per tornare in Olanda e da qui risolvendo il contratto con i liguri nella parentesi invernale di mercato 2022.

La Juventus continua a credere nelle qualità del giocatore, lo gira in prestito all'Ajax con opzione di riscatto ma Ihattaren trova solamente spazio in Primavera dove rientra in campo a 342 giorni dall'ultima volta mostrando il meglio di sè. Sembra il momento della rinascita, riconquistando la prima squadra dei Lanceri ma la sfortuna si abbatte ancora una volta sul ragazzo: gli olandesi organizzano la pre-stagione, con un ritiro in Austria ma senza Mohamed Ihattaren. Il motivo? "Minacce e intimidazioni a livello personale" come riportato da alcuni media olandesi, che nulla riguardano con il calcio ma che hanno spinto il giocatore, in accordo con la società e le forze dell'ordine, ad evitare la trasferta per evitare ulteriori problematiche.

Proprio nel momento in cui tutto sembrava girare per il verso giusto: "Vengo da un periodo difficile, ho avuto un momento in cui dovevo rimettermi in forma prima di poter pensare ad allenamenti con la squadra ma al momento sono di nuovo un calciatore" aveva raccontato ai canali del club non più tardi di qualche settimana fa. "C'è voluto un po', ma sono felice di essere tornato, anche perché è stato più difficile più da un punto di vista mentale che fisico. All'inizio a volte sembrava impossibile, poi mi sono avvicinato al mio obiettivo ed è stata la cosa più bella che ci fosse. Non mi aspettavo di essere mentalmente forte". 

Per evitare di gettare ulteriore benzina sul fuoco e mantenere un profilo basso, lo stesso Ajax ha spiegato l'assenza di Ihattaren per problemi fisici, ma dalle pagine del De Telegraaf  traspare un'altra verità che ha svelato la situazione delicatissima attorno al giocatore. Il ragazzo è vittima di intimidazioni e minacce che non sembrano provenire dal mondo del calcio, con le autorità che stanno ancora indagando. Alfred Schreuderm tecnico dell'Ajax ha incontrato Ihattaren personalmente la scorsa settimana per parlargli direttamente e si era sparsa la voce,  poi seccamente smentita, di una esclusione figlia di problemi disciplinari. Ihattaren aveva fatto una ottima impressione durante le prime due uscite dell'Ajax contro il Meppen e soprattutto il Paderborn 07, gara in cui aveva realizzato entrambi i gol della squadra: "Penso che Mohamed sappia bene cosa stia accadendo, molto meglio di noi e quindi non dobbiamo parlare di questo" aveva accennato proprio Schreuder commentando l'assenza del ragazzo. "Dobbiamo aspettare e giudicarlo solo come calciatore. Sono sicuro che ce la farà".

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