Icardi: “Wanda Nara è una mitomane ossessionata. Avvelena le menti delle mie figlie contro di me”

Il lungo messaggio scritto in una storia su Instagram di Mauro Icardi ha un fine preciso: smentire quanto affermato da Wanda Nara in una recente intervista. Non è vero che, nonostante la rottura durissima e tutto quel che ne è conseguito anche in termini legali e finanziari, il loro rapporto sta migliorando. E non c'è alcuna possibilità – in base a quanto scrive il calciatore – che "saranno per sempre una famiglia". È (anche) questa l'affermazione che ha provocato la reazione immediata del giocatore. Ecco perché con una presa di posizione d'impatto arriva perfino a definire la ex moglie una "bugiarda patologica" e mette in fila una serie di gravi denunce nei suoi confronti toccando anche argomenti molto delicati, tra cui la vita dei figli nati dalla loro relazione, oltre a false accuse di violenza domestica oppure a violazioni di ordini giudiziari.

Voglio essere perfettamente chiaro. Le dichiarazioni di questa donna sono false. È sorprendente che la gente continui a credere a una bugiarda patologica, non per quello che dico, ma per quello che dimostrano le sue stesse azioni. Mi ha accusato falsamente di violenza di genere in ripetute occasioni. Mi ha escluso dalle mie case con false accuse. Ho chiesto in tribunale che gli fosse proibito di vedere o avere qualsiasi contatto con le mie figlie per sei mesi.
Non ha rispettato alcun ordine del tribunale quando avrebbe dovuto consegnarmi le mie figlie. Ha trattenuto due bambine, di 9 e 10 anni, per undici ore per impedire loro di stare con il padre, a causa di un capriccio personale e di un'ossessione per il mio compagno. Ha insultato pubblicamente e privatamente tre minorenni, i figli della mia compagna.
Nello sfogo Icardi menziona anche a gruppi creati da Nara "con i suoi amici" per molestare lui e la compagna, molti dei quali, secondo il calciatore, si sarebbero pentiti e le avrebbero voltato le spalle. Non mancano riferimenti a questioni legali e finanziarie: Maurito sostiente di aver subito un furto di sette milioni di euro, un fatto che definisce "di dominio pubblico", e l'accusa di aver scelto un "truffatore, un corrotto, un molestatore e un ladro" come rappresentante per i diritti delle figlie.

Potrei elencare molte altre ragioni. E mi chiedo, visto che le piace far trapelare le chat, perché non abbia mai fatto trapelare quel presunto dialogo o quella relazione di cui parla. Invece di tante interviste e parole portate via dal vento – e a cui alcuni ingenui credono e che trasformano in interi programmi per ottenere briciole di ascolti – la realtà è nei fatti. Sia chiaro e tondo: questa persona nella mia vita è solo la madre delle mie figlie. Non sarà mai, mai parte della mia famiglia.
Un'altra parte cospicua mette in risalto le incongruenze di presunte chat pubblicate da Nara "opportunamente ritagliate, sfocate e prive di informazioni verificabili. Da gennaio 2025, ho interrotto completamente ogni contatto". E annuncia azioni legali per l'uso illecito di messaggi privati o qualsiasi informazione diffamatoria sul conto della compagna attuale, Eugenia Suarez.

Chiarisco e difendo qualcosa che verrà denunciato anche come diffamazione e calunnia: Le bugie che questa persona ha diffuso sulla mia compagna su argomenti così delicati come la droga. La mia compagna non fa uso di droghe né è sottoposta ad alcun trattamento psichiatrico. In passato, come molte persone, ha attraversato momenti personali difficili nelle sue relazioni e ha cercato aiuto da professionisti della salute mentale, cosa che lei stessa ha pubblicamente discusso in un'intervista.
Il monito che c'è alla conclusione della lunga lettera è altrettanto forte: "La giustizia di sta alle calcagna".