Un'espulsione che è costata carissima al Milan, la semifinale di Coppa Italia. Zlatan Ibrahimovic ha inguaiato i compagni ricevendo il secondo cartellino giallo a inizio ripresa, dopo il nervosismo eccessivo di fine primo temo. Fatale la rissa con Lukaku tra testate e parole grosse e poi, il tocco da dietro su Kolarov: Milan in 10 contro 11 e crollo in un finale convulso e difficile che ha condannato Pioli e rossoneri all'eliminazione.

Contro un'Inter che per una volta ha sentito l'odore del sangue, un Milan in inferiorità numerica ha dovuto chinare la testa: Pioli ci ha provato fino all'ultimo mettendo mano alla formazione e riassestandola come meglio ha potuto, ma con un uomo in meno e il furore agonistico nerazzurro hanno fatto il resto, consegnando la semifinale di Coppa nelle mani dell'Inter. Colpa di Ibrahimovic che ha lasciato la sua squadra in inferiorità, dopo essersi dimostrato decisivo con uno splendido gol di rara precisione e qualità.

Il ‘capobranco' ha abbandonato i compagni nel momento più delicato quando serviva la sua presenza tecnica e psicologica: un errore e una debolezza che la squadra ha pagato a carissimo prezzo. Ibrahimovic si è reso conto del danno creato a tal punto dal chiedere chiusa a tutti negli spogliatoi, come rivelato da Stefano Pioli nel dopo partita: "Zlatan s’è scusato negli spogliatoi con i compagni, da grande campione qual è".

A dimostrazione di quanto sia fondamentale il supporto dello svedese nel gruppo, nel bene e nel male. Perchè l'ammissione della propria colpa è anche la conferma di quanto serva Ibrahimovic a questo Milan ma anche l'evidenza di quanto la squadra dipenda dai chiari di luna del gigante di Malmoe. La sua uscita non solo ha galvanizzato gli avversari ma soprattutto ha messo spalle al muro la propria squadra che fino a quel momento stava gestendo il vantaggio e la qualificazione. Adesso si resetta tutto, ma resta il fatto che i rossoneri hanno perso un'occasione d'oro, il trofeo nazionale a vantaggio dei nerazzurri e la possibilità di gettarsi alle spalle il momento negativo: a Bologna, nuovo test firmato Mihajlovic per capire cosa sia realmente successo.