video suggerito
video suggerito

Haaland sotto accusa in Norvegia per una pubblicità vietata: “È grave che non si renda conto”

Erling Haaland finisce sotto accusa per essere diventato testimonial di uno spot pubblicitario vietato per legge. In Norvegia tuonano: “È grave che non si renda conto”.
A cura di Fabrizio Rinelli
0 CONDIVISIONI
Immagine

Erling Haaland è finito nella bufera in Norvegia per via di un pubblicità che però nel suo paese è severamente vietata per legge. L'attaccante del Manchester City, simbolo del calcio norvegese e della Nazionale che si appresta a giocare i prossimi Mondiali 2026, è stato duramente attaccato per essere diventato il testimonial di uno spot pubblicitario sulla birra. In Norvegia vige un severo divieto di pubblicità per tutte le bevande alcoliche, inclusa la birra. È proibita qualsiasi forma di promozione, inclusi cartelloni, pubblicità online e sponsorizzazioni di eventi. Le restrizioni sono rigorose, vietando persino la promozione di bevande analcoliche se il marchio è identico a uno alcolico.

Haaland invece ha partecipato a una campagna pubblicitaria per Budweiser, insieme all'ex allenatore del Liverpool, Jurgen Klopp. Il venticinquenne è stato il protagonista dello spot pubblicitario anche insieme a suo padre Alfie. Il birrificio americano Budweiser è uno degli sponsor della finale. In Norvegia a tuonare è stata Hanne Cecilie Widnes, responsabile dell'organizzazione norvegese per la prevenzione della droga IOGT: "È grave che Haaland non si renda conto di quanto sia dannoso per i bambini e i giovani".

Anche Klopp nello spot del noto marchio di birra.
Anche Klopp nello spot del noto marchio di birra.

Haaland infatti sarà inevitabilmente il testimonial della Norvegia in vista dei Mondiali. Il simbolo del rilancio dello sport norvegese, in questo caso il calcio, che ha permesso alle varie nazionali di raggiungere risultati impronosticabili fino a qualche anno fa. "Vorrei che la Federazione calcistica norvegese potesse porre fine a tutto questo. È un grande eroe per i giovani di molti paesi – tuona ancora la Widnes -. È una situazione difficile e molto triste. Credo che la Federazione dovrebbe intervenire con fermezza: è davvero problematica."

Inger Lisa Hansen, dell'organizzazione norvegese Actis per la prevenzione dei danni causati dall'alcol, ha criticato a sua volta l'attaccante del City, definendo "cinica" la sua decisione di realizzare gli spot pubblicitari. "Penso sia davvero strano che una persona attenta alla propria salute, come Haaland, scelga di prestarsi come testimonial per un marchio di alcolici". Sull'attaccante del City dunque piovono critiche ma per il momento nessuna replica dal diretto interessato. "Non si tratta di vietare alle persone di bere birra mentre guardano una partita di calcio, ma del fatto che il nostro eroe sportivo stia contribuendo a pubblicizzare un prodotto dannoso."

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views