Dopo l'emergenza Coronavirus, il pallone è tornato a rotolare sui campi di calcio. Ad un mese esatto dal termine del campionato di Serie A, il presidente federale Gabriele Gravina ha nuovamente affrontato il tema ‘tifosi' tornando ad ipotizzare la possibilità di riempire parzialmente le tribune degli stadi italiani. "Possibile vedere i tifosi negli stadi prima di agosto? Stiamo lavorando perché possano tornare a vivere l'evento calcistico", ha infatti spiegato il numero uno della Figc in un'intervista concessa al quotidiano ‘L'Avvenire'.

Per quello che Gravina ha definito "l'ultimo tassello verso normalità", la Figc sta dunque lavorando in attesa delle indicazioni del Ministero della Salute e del CTS: "Lavoriamo su percentuali, pensiamo oggi ad un 25% – ha aggiunto Gravina – Il problema è la gestione dei flussi. Saremo pronti a governare questo processo nel momento in cui lo stesso CTS ci darà la possibilità di far accedere i tifosi negli stadi".

L'ottimismo di Gravina

"Abbiamo una visione di insieme e sappiamo che sarà molto difficile e complicato ipotizzare un futuro, fatto da nuovi modi di vivere, relazionarsi e anche di organizzare la pratica dei nostri sport – ha concluso il presidente – Il calcio vive di queste dimensioni, il valore della competizione sportiva, il confronto in campo ed ha bisogno di avere un sistema di regole che consente di viverlo appieno. Il calcio è un linguaggio universale".

Nei giorni scorsi si era espresso favorevolmente anche Giuseppe Ruocco, membro del CTS e segretario generale del Ministero della Salute: "Favorire a cuor leggero assembramenti assolutamente non va bene, ma tra un estremo e l'altro esprimo un parere personale: certe condizioni prima della fine della Serie A si potranno rivedere – ha dichiarato a Radio Punto Nuovo – Il timore della ripresa dello sport di squadra non è tanto per lo stadio, perché in qualche maniera si riesce a regolamentare, ma per l'arrivarci, l'andar via, l'esultare".