Gravina difende Dal Pino dopo la lettera dei 7 club di A: “Attacco ingiusto, persona onesta”
Sette società hanno chiesto le dimissioni del presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino. Una presa di posizione, quella di Atalanta, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Napoli ed Hellas Verona che ha confermato che la situazione all'interno del massimo organo calcistico è tutt'altro che tranquilla. A prendere le difese nel numero 1 della Lega, ci ha pensato Gabriele Gravina, presidente della Figc. Sono dunque sette i club della massima serie che si sono mossi per chiedere la testa del presidente della Lega Paolo Dal Pino. Quest'ultimo è stato sfiduciato, dopo la mancata condivisione dei programmi su fondi, diritti TV e ritorno dei tifosi allo stadio per gli Europei e nel massimo campionato.
Una situazione che non è stata gradita da Gabriele Gravina che ha provato a spegnere le polemiche in un'intervista al Corriere della Sera. Il presidente della Figc ha speso parole di stima per Dal Pino: "Ho imparato a conoscere Paolo Dal Pino in un anno e mezzo di duro lavoro – ha sottolineato il numero uno della Federcalcio – È una persona onesta, determinata, capace e leale". Gravina ha poi provato a spiegarsi le ragioni di questa presa di posizione di alcuni club: "Fatico molto nel riconoscerlo in quello che hanno scritto – prosegue Gravina – Ma al di là dei contenuti, sui quali può rispondere meglio lui stesso, sono i toni e l’atteggiamento dell’ultimo periodo da stigmatizzare".
Gravina parla di manca di educazione da parte di qualcuno
Gravina ha tuonato contro coloro i quali stanno cercando in questo momento di sfiduciare il numero 1 della Lega di Serie A: "Il nostro privilegia una visione manichea dei rapporti istituzionali – ha detto – Questo non è più accettabile". Il presidente della FIGC avverte ancora: "Chi non la pensa come noi viene sempre trasformato in nemico e questo non va bene". Tra le righe del Corriere della Sera, nel corso dell'intervista, Gravina ha sottolineato come l'obiettivo sia sempre quello di contribuire a costruire un calcio patrimonializziato e non indebitato:
"Vorrei un calcio libero da ricatti e più maturo – ha detto – A volte è difficile anche solo tollerare alcune circostanze che trascendono persino la buona educazione". Nella parte conclusiva dell'intervista, Gravina sottolinea ancora una volta un concetto importante che suona come un monito per tutti coloro i quali in questo momento stanno cercando di colpire il calcio inteso come istituzione: "Questa non è una caccia all'uomo perché la Figc ha a core le sorti del calcio italiano – ha proseguito – Bisogna solo sapere affrontare tutte le problematiche con il piglio giusto". Per poi evidenziare ancora: "Resterà deluso chi pensa di poter continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto".
Gravina parla anche della questione fondi: "Si tratta di una vicenda di cui non mi sono mai occupato – ha ribadito – Resto imparziale ma trovo disonesto e ridicolo bisbigliare sul fatto che il mio intervento sia mirato a accelerare la questione".