Giovanni Malagò: “Non sono candidato alla FIGC ma è impressionante il riconoscimento che ho ricevuto”

Giovanni Malagò sembra essere più di nome per la presenza della FIGC al posto del dimissionario Gabriele Gravina. A margine dell'uscita di scena di quest'ultimo, complice il terzo disastro Mondiali degli azzurri – il secondo sotto la gestione Gravina – la Serie A è stata compatta a indicare proprio il nome dell'ex presidente del CONI come preferito per la poltrona della Federcalcio. Ma la strada è ancora lunga e come spiega il diretto interessato nell'intervista rilasciata al podcast “Sette Vite” di Hoara Borsellial momento è meglio non dire di più rispetto a questa possibilità.
Malagò sa benissimo che la strada è ancora lunga ma il fatto che la sua candidatura abbia già avuto una sterzata ben precisa sicuramente gli fa piacere: "Io non sono candidato – e lo chiarisce subito – Mi è solo stata chiesta la disponibilità da parte di alcuni rappresentati di Serie A. Senza un passaggio formale non è corretto dare risposte". Malagò schiva il colpo – per ora – ma sa benissimo che la fiducia di tutto il movimento Serie A rappresenta più che un semplice rumors: "È impressionante il riconoscimento di credibilità nei miei confronti".

Malagò è spiazzato dal fatto che praticamente tutte le società di Serie A, ad eccezione di due, siano state compatte a indicare il suo nome come successore di Gravina: "Se non ci fosse stato questo livello di compattezza, probabilmente avrei già declinato". L'ex presidente del CONI crede di poter dare una grossa mano al movimento calcistico italiano puntando proprio su ciò che è riuscito a mostrare in questi anni negli altri sport, specie la brillante organizzazione delle ultime Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026: "Nei momenti complicati serve qualcuno che sia considerato efficace e capace di tenere la barra dritta".
Malagò sulla sua possibile candidatura a presidente della FIGC
Chiaramente non si pretende di dare nelle mani di Malagò la bacchetta magica che in pochi anni garantisca un cambio di rotta del calcio italiano e di questo l'ex presidente del CONI ne è consapevole, ma ancora una volta non si vuole sbilanciare: "Una candidatura, se ci sarà, va accompagnata da un programma condiviso – ha spiegato -. Qualsiasi cosa dicessi ora rischierebbe di sembrare una dichiarazione programmatica fatta prima dei confronti formali con le componenti". Vuole rispettare tutti i passaggi formali Malagò che del resto, da uomo delle istituzioni, conosce benissimo queste dinamiche. E si sbilancia solo una volta: "Sicuramente è una sfida che mi affascina".