Gasperini: “Alcune squadre hanno preso persone strane che insegnano a simulare”. A chi si riferisce

La Roma deve ancora scendere in campo, contro il Cagliari, per una 24a giornata di campionato che ha già lasciato una lunga scia di polemiche e polveri a seguito di nuove decisioni arbitrali più che controverse e che hanno alzato il livello generale di malumore sulla gestione anche del VAR. Gian Piero Gasperini alla vigilia della gara dell'Olimpico ha ulteriormente punto sull'argomento, approfittando delle parole di Daniele De Rossi per analizzare una situazione oramai oltre il limite, dando possibili soluzioni ma soprattutto denunciando un sistema oramai distorto in cui tutti sembrano complici: "Ci sono club con persone strane che arrivano dall'arbitraggio e che insegnano ai giocatori come simulare. Se il calcio è questo, non c'è più nulla di sport".
Gasperini appoggia De Rossi: "Noi allenatori dobbiamo farci sentire, non piace a nessuno un calcio in cui si rubacchia"
L'indice puntato arriva diretto a seguito di precedenti dichiarazioni forti da parte di Daniele De Rossi a margine di Genoa-Napoli, risolta da un calcio di rigore che il tecnico del Grifone ha considerato più che dubbio per un ipotetico "pestone" da parte di Cornet su Vergara, aprendo il fianco alle tante polemiche post partita. "Non capisco più nulla, non mi rivedo in questo calcio" ha detto De Rossi, "noi allenatori non sappiamo più cosa dire o fare con i nostri giocatori…". Uno sconforto che Gasperini coglie al balzo per andare oltre e spingersi in una analisi più profonda e spietata: "Noi allenatori abbiamo bisogno di radunarci un attimo e far sentire anche la nostra voce perché la penso esattamene come De Rossi e tutti quelli che sento"

"Questo tipo di calcio non piace a me e non credo piaccia nemmeno al pubblico, c'è davvero della grande confusione con decisioni che condizionano partite e risultati attraverso cartellini strani o rigori che il pubblico non vede. Oramai se ne parla anche da un po', anche con delle evidenti simulazioni con i giocatori che si mettono le mani in faccia quando magari vengono toccati altrove. Delle panchine che saltano per aria e incominciano a provocare o a fare caciara sugli arbitri…"
Gasperini affonda il tackle: "Vedo persone strane nei vari staff che arrivano dal mondo arbitrale…"
Poi, il tecnico della Roma cala l'asso, andando nel merito della questione, evidenziando la deriva interna che la situazione ha oramai preso: "Vedo anche squadre che incominciano ad avere nel loro staff delle persone strane che arrivano dal mondo arbitrale, che insegnano ai giocatori come rimanere in terra, a come restare se vengono tocchi e aspettare che finisca l'azione, oppure quando la palla viene respinta di testa, rimanere giù… Il gioco del calcio dev'essere qualcosa di leale, in questo modo è invece qualcosa che va lontano dallo sport: cercare di fregare un cartellino, un rigore, un'espulsione è distante da ciò che avviene in tutti gli altri sport"
"Ho visto recentemente il rugby… bellissimo, per spirito e sportività. Il calcio? Ci sono dei grandissimi interessi, di fare risultati, c'è la necessità di vincere. Però ora deve partire qualcosa dagli allenatori, per provare a cambiare un sistema davvero penalizzante per il nostro sport. De Rossi ha detto una cosa seria: non si rivede più nel calcio, nel calcio che giocava anche d bambino e non capisco perché si debba arrivare ad una situazione così grave solo per rubacchiare…".
A chi si riferiva Gasperini con le "strane figure" nei club: c'entrano Inter, Juve e Lazio
Gasperini non fa alcun riferimento preciso, ma è chiaro che sa perfettamente cosa stia dicendo e a chi. Anche la Roma in passato si avvaleva di Gianpaolo Calvarese, un ex fischietto nel ruolo societario di responsabile del rapporto con gli arbitri, da tempo sostituito nel ruolo da Vito Scala figura lontanissima dai direttori di gara, mentre altre società hanno proseguito su una strada diversa.
A chi si riferiva Gasperini? Basta guardare all'interno degli organigramma di alcuni club come la capolista inter che annovera nel ruolo di rapporto con gli arbitri, come l'Inter con Giorgio Schenone, dal 1990 al 2020 arbitro della FIGC o la Juventus che invece presenta l'ex guardalinee Luca Maggiani in qualità di "Club Referee Manager". Ma fi esempi ce ne sono molti altri, dal Parma con Lorenzo Manganelli (oltre 200 partite in Serie A e più di 100 a livello internazionale) o la vicina Lazio, con Riccardo Pinzani, ex arbitro CAN A e B per undici stagioni.