Alessandro Florenzi guida il Paris Saint Germain all'"italiana" varato da Pochettino, malgrado la sconfitta interna contro il Manchester City. La squadra di Guardiola dal Parco dei Principi torna con un corroborante 2-1 che preclude alla finale, sempre che non arrivino amare sorprese all'Etihad Stadium nella gara di ritorno. Perché il pericolo c'è ed è reale: in questa Champions League, il Psg ha fatto meglio in trasferta rispetto ai match casalinghi come ha sottolineato l'ex romanista: è l'ultimo dato cui i francesi possono aggrapparsi di fronte alla sagacia tattica di Guardiola e ad una maledizione che rischia di cadere ancora una volta sulle teste dei parigini.

Il Psg ‘parla' italiano e non solo perchè in rosa ci sono Verratti, Florenzi e Kean ma anche perché in campo ci sono tantissimi ex giocatori che hanno militato in Serie A. Da Paredes a Marquinho, per passare a Icardi e Rafinha. Un motivo in più per avere un occhio di riguardo ai campioni di Francia che si sono ritrovati ancora una volta in difficoltà nel momento decisivo in Europa. Merito del City e della qualità degli inglesi ma anche una conferma di un ‘blocco' che costringe da sempre il Psg a non vincere nulla fuori dalla Francia.

Abbiamo subito un gol fortunoso, l'altro è arrivato passando attraverso la barriera. Purtroppo abbiamo perso le misure ma abbiamo gli attributi per andare a vincere a Manchester

"Abbiamo perso la battaglia, non la guerra" ha sottolineato Florenzi nel dopo gara evidenziando un dato che ha caratterizzato la stagione europea del Paris: fuori casa ha giocato le partite più belle, quasi sempre vincendo. "Ci vorranno undici guerrieri a Manchester, non siamo abbattuti. Sappiamo che serve un'impresa ma in tutta la competizione siamo andati meglio in trasferta e speriamo di ripeterci".

Analisi corretta. Ne sa qualcosa, ad esempio, l'altra Manchester, quella rossa targata United che lo scorso 2 dicembre subì il 3-1 interno firmato Neymar (doppietta) come il Basaksehir battuto in casa, sempre nella fase a gironi. Agli ottavi, il capolavoro di Barcellona nel segno di Mbappè per il 4-1 che ha consegnato i quarti ai francesi e poi il 3-2 di Monaco nella rivincita sul Bayern per la finale persa la scorsa stagione.

Tutti dati che confermano le parole di Florenzi non fosse per un piccolo particolare: il Manchester City. La squadra di Pep Guardiola all'Etihad Stadium è un autentico rullo compressore. Ha giocato in questa edizione di Champions cinque partite casalinghe vincendole tutte, segnando 13 gol e subendone solamente 2.