Rocco Commisso è tornato a parlare delle polemiche post Juventus-Fiorentina. Il presidente della Viola protagonista dell'ormai celebre sfogo sui presunti torti arbitrali subiti dalla sua squadra, ha chiarito il senso delle sue parole mirate ad ottenere una "maggiore uguaglianza nel metro di giudizio" da parte della classe arbitrale. Il numero uno della società toscana ha poi ulteriormente chiarito la sua posizione nei confronti del vicepresidente bianconero Pavel Nedved, con il quale a suo dire non è tenuto a parlare

Commisso e lo sfogo sull'arbitraggio di Juventus-Fiorentina

Rocco Commisso ai microfoni di ESPN, ha voluto ulteriormente spiegare il senso delle sue parole del dopo-partita di Juventus-Fiorentina, che hanno sollevato un vero e proprio polverone. Il massimo dirigente viola ha chiarito: "Non si è trattato di una esternazione “ad personam”, rivolta alla Juventus. L’ho detto subito, l’ho fatto per il calcio italiano, che poi è quello che viene esportato nel mondo. Su ESPN, per esempio, queste incongruenze nel metodo di giudizio sono state sottolineate in diretta, prima ancora delle mie parole. Ci sono stati dei fatti ed io sono intervenuto per difendere gli interessi della mia squadra. La mia non è stata una richiesta dì favori per la mia squadra, quanto una maggiore uguaglianza nel metro di giudizio".  

Commisso e la stoccata a Nedved

E a proposito di Nedved che ha fatto riferimenti ai presunti "alibi" delle formazioni che perdono con la Juventus, Commisso ha ribadito quanto dichiarato nei giorni scorsi. Il patron ha tracciato le differenze tra l'ex Furia Ceca, Buffon, Andrea Agnelli ed Elkann: "Buffon, quando la Juventus è venuta al Franchi, per la gara di campionato è stato un “signorone”. Stesso discorso Andrea Agnelli o anche John Elkann, col quale ho scambiato delle battute a New York. Con Nedved io non devo parlarci".

Il patron e gli episodi arbitrali contro la Fiorentina

Dopo la multa incassata dalla  Fiorentina per le proteste post Juventus, Commisso non è intenzionato a cambiare la sua posizione: "Pentito? E perché mai? Io sono uno battagliero, la mia forza, da sempre, è stata proprio quella di non tirarsi indietro di fronte a niente. Aspetto certe scuse". A tal proposito, il patron della Fiorentina ha parlato anche degli altri episodi arbitrali che a suo dire hanno penalizzato la sua squadra: "Anche mia moglie mi ha chiesto “ma che succede?”. Perché quanto accaduto a Torino è stato solo l’ultimo degli episodi. Il fallo che non è costato nemmeno un cartellino giallo a Tachtsidis, ci ha visto dover rinunciare a Ribery per quattro mesi. Quattro mesi, non un giorno. Ed è stato un danno importante per tutti noi. E Chiesa? Contro l’Inter è stato bersagliato, ancora una volta senza sanzioni disciplinari e pure lui ne ha pagato le conseguenze con la sua caviglia. E questi due episodi sono solo parte della punta dell’iceberg".