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29 Marzo 2022
19:38

Eriksen da film: torna e fa un gol sontuoso nello stadio dove ha rischiato di morire

Christian Eriksen ha segnato con la Danimarca al Parken Stadium di Copenaghen. Lo stadio nel quale 290 giorni fa l’ex fantasista dell’Inter subì un arresto cardiaco che ha rischiato di farlo morire.
A cura di Fabrizio Rinelli
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L'ha fatto nel giorno più bello e in quello stadio che ricorderà per tutta la sua vita. Christian Eriksen ha segnato con la maglia della Danimarca proprio nel giorno del suo ritorno in campo sul prato del Parken Stadium di Copenaghen. Lì dove 290 giorni fa il fantasista del Brendtford fu vittima di un arresto cardiaco. Ha rischiato di morire in quel maledetto 12 giugno scorso durante la gara valida per gli Europei contro la Finlandia. Il suo malore improvviso, il corpo dell'allora centrocampista dell'Inter a terra privo di sensi e le facce sconvolte del pubblico presente sugli spalti e dei compagni di squadra, rimarrà impresso nella nostra memoria collettiva.

Come in un film Eriksen oggi ha fatto ritorno in quello stadio per l'amichevole della sua Danimarca contro la Serbia. Il Ct Hjulmand ha deciso di schierarlo dal 1′ facendogli indossare la fascia da capitano. Al 57′ Eriksen ha raccolto palla al limite dell'area di rigore, si è accentrato sul destro e ha calciato in porta un tiro potente che ha beffato l'estremo difensore serbo. È la chiusura di un cerchio dopo il ritorno in campo in Premier, poi quello con la Nazionale e ora il gol con la sua Danimarca proprio in quello stadio e con la fascia da capitano al braccio. Una rete che però era già arrivata pochi giorni prima contro l'Olanda che aveva fatto già sorridere il mondo intero.

"Christian is back" scrive qualcuno sui social entusiasta del gol del fantasista danese capace di ritrovare la forza e il coraggio di tornare in campo dopo una tragedia simile. Il suo ingresso in campo al Parken è stato accompagnato da un lungo applauso dei tifosi della Danimarca che hanno esposto anche diversi striscioni in favore del giocatore. Un momento toccante, di grande emozione e impatto che ha coinvolto anche il Ct della Serbia e anche i giocatori pronti a scendere in campo. Tutti hanno partecipato commossi all'omaggio che l'intero stadio ha voluto riservare ad Eriksen.

Eriksen si è mostrato sereno, sorridente, ma visibilmente provato da tale affetto. Il suo pubblico, quel pubblico, lo stesso che in quel maledetto 12 giugno aveva sperato in lacrime che potesse rialzarsi. Eriksen l'ha fatto, dopo alcuni minuti in cui forse in tanti avevano già pensato al peggio. È stato aiutato dalla prontezza dei suoi compagni di squadra, di capitan Kjaer e dal lavoro sontuoso dei sanitari presenti in campo che quel giorno sono stati impeccabili. Ha voluto dare una lezione di vita a tutti, al calcio, e a coloro i quali lottano ogni giorno sperando di poter rialzare la testa e ricominciare proprio lì da dove avevano dovuto temporaneamente mettere un punto. Eriksen ha lavorato sodo per arrivare a giocarsi questa partita.

Ha prima accettato di ripartire da una squadra di medio-bassa classifica della Premier League lasciando l'Italia e l'Inter campione d'Italia. È rientrato gradualmente ai suoi livelli fino a riconquistarsi anche la maglia della Nazionale che ha già onorato come meglio non poteva. Come nelle favole ha segnato un gol proprio nel giorno in cui il suo ricordo sul quel rettangolo verde era dei più brutti in assoluti. Il suo destro da fuori area ha cancellato in un attimo quelle immagini. Oggi tutto lo stadio è in festa per lui. Nessuno si sarebbe mai potuto immaginare un epilogo simile 290 giorni dopo eppure Eriksen ha sorpreso tutti facendo semplicemente ciò che ha sempre amato fare nella sua vita: giocare a calcio.

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