Croce e delizia. È questo al momento Christian Eriksen per l'Inter. Segna un gol da calcio d'angolo contro il Napoli (grazie alla disattenzione clamorosa della difesa e alla complicità di Ospina), rimette in discussione al qualificazione alla finale di Coppa Italia e quasi l'acciuffa ma il portiere colombiano si supera e gli nega la soddisfazione di una serata coi riflettori puntati addosso.

Il danese prelevato dal Tottenham a gennaio scorso (20 milioni, stipendio netto da 7.5 fino al 2024) è il pezzo da novanta della squadra di Conte, il top player al quale affidare le chiavi della manovra, l'uomo che deve illuminare il gioco, innescare la velocità di Lautaro oppure lasciare che Lukaku liberi tutta la sua potenza in attacco. Né l'uno né l'altro hanno impressionato al San Paolo, l'ex Spurs invece sì ma ancora una volta il giudizio nei suoi confronti è sospeso. E alla fine il modo in cui Insigne ne ha eluso il ripiegamento (in occasione dell'azione che ha portato al pareggio di Mertens) è stata la sbavatura che ha macchiato una prestazione tutto sommato positiva.

I numeri di Eriksen contro il Napoli. Ecco, almeno per adesso, il problema di Eriksen è proprio questo. Una prestazione da ‘tutto sommato'. Perché ‘tutto sommato' a guardare le statistiche del match di sabato sera non è andato male: ha toccato la palla 64 volte e raggiunto una percentuale di precisione nei passaggi elevatissima (84%), di cui 2 quelli chiave; ha cercato per 5 volte la conclusione verso la porta, una volta gli è andata bene e in altre 2 ha trovato pronto Ospina, che s'è riscattato dell'errore commesso in avvio di gara. ‘Tutto sommato', nonostante non sembri del tutto calato nel contesto di gioco e squadra, assieme a Candreva è stato il migliore in campo dei nerazzurri. ‘Tutto sommato' non basta, da lui ci si aspetta molto di più.

Cosa c'è che non va ancora? È partito benissimo, baciato dalla dea bendata, ma non ha brillato. S'è acceso a sprazzi – a causa anche di una condizione che non poteva essere delle migliori – proseguendo sotto ritmo rispetto al furore immaginato da Conte e perdendo molti palloni (18). E quando Sanchez gli serve su un piatto d'argento il più classico ‘rigore in movimento' lui lo fallisce sbagliando l'angolazione della traiettoria.

Nel dopo gara non sono mancate le critiche nei suoi confronti. "È evidente che non sta seguendo ciò che dice l'allenatore", è stato l'affondo di Tardelli in Rai. "Problema Eriksen c'è già, era stato preso per il salto di qualità ma non ha la personalità per trascinare". Conte lo ha difeso a spada tratta, per lui sta provando a cambiare pelle all'Inter plasmandolo con un modulo differente: "Sono molto contento per lui perché si sta integrando, si vedono i risultati sul piano tattico e fisico. Ha giocato dietro le due punte, abbiamo cambiato modulo e fatto il 3-4-1-2 a differenza del 3-5-2".