È Rivaldo il calciatore accusato da Ines Sainz di averla molestata quando era al Milan: “Dicevo ‘no, no'”

È Rivaldo il "brasiliano top", che "non è Kakà, lui è un gentiluomo", accusato dalla giornalista messicana Ines Sainz di averla toccata – cercando di abbracciarla e baciarla – in occasione di quella che doveva essere un'intervista concordata col calciatore quando era appena approdato al Milan dal Barcellona nel 2002. Rivaldo all'epoca aveva 30 anni, Ines 24.
La vicenda è stata raccontata durante un podcast in tutta la sua crudezza dalla giornalista sportiva, molto nota in America Latina. La Sainz, oggi 47enne madre di quattro figli, ha ricordato che in quel periodo si trovava in Italia e approfittò dei suoi ottimi contatti nel Milan per chiedere un'intervista col calciatore, ottenendone il sì.
L'intervista concordata "nella suite" del calciatore del Milan: Ines Sainz resta intrappolata
In attesa di sistemarsi in una casa, Rivaldo – che aveva appena vinto con il Brasile il Mondiale in Corea del Sud e Giappone – alloggiava a Milano in un albergo di fronte alla stazione. La giornalista vi si recò assieme alla sua operatrice di ripresa e le fu detto che l'intervista si sarebbe svolta "nel salottino della suite" del calciatore.

Il resto è nella drammaticità del suo racconto, in cui ha omesso il nome (ma lo aveva fatto anni prima, senza aggiungere tutto questo): "Salgo assieme alla videomaker. Ci riceve il suo agente, ma a un certo punto si inventa qualcosa per far uscire la mia operatrice e mi viene chiusa la porta. Allora ho iniziato a sentire che la cosa si stava mettendo male. Così quando è arrivato il giocatore, gli ho detto: ‘Senti, fai entrare la mia operatrice perché abbiamo poco tempo'".
"Lui mi ha toccato, voleva abbracciarmi e baciarmi. Io dicevo ‘no, no'. Un momento terribile"
"Ho iniziato a sentire l'atmosfera pericolosa – ha continuato la Sainz – Ho pensato: questa è una trappola. Allora ho fatto la finta tonta, perché fare la finta tonta funziona per non fargli capire che ti sei accorta, mentre invece stai già pensando a come uscirne. Intanto lui iniziava ad avvicinarsi, ad avvicinarsi, ad avvicinarsi… mi ha toccato, voleva abbracciarmi e baciarmi. Io dicevo ‘no, no'. Un momento terribile".

Ma Rivaldo non sapeva che Ines è cintura nera di taekwondo: "Ho tirato fuori tutta la forza che avevo e gli ho dato un calcio nei testicoli. Poi ho iniziato a bussare forte sulla porta. A quel punto è arrivata la mia operatrice e ha aperto la porta. Se era bello? Macché, era orribile. Perché l'ho tenuto nascosto? Per proteggere anche la mia carriera, lui era molto famoso. Avrei potuto rovinargli la carriera, ma ho pensato anche alla mia. Se sei quella che crea problemi a tutti, ti assicuro che poi ti chiudono tutte le porte".
Ines Sainz aveva fatto il nome di Rivaldo anni prima, oggi la vicenda assume altri contorni
"Non dirò mai il suo nome", ha detto più volte Ines Sainz a Jorge Van Rankin che la stava intervistando nel podcast, e tuttavia quel nome – ovvero Rivaldo – lei già lo aveva fatto in passato, omettendo in quella occasione i dettagli più pesanti della vicenda.

Nel 2010 la giornalista messicana aveva raccontato che Rivaldo l'aveva invitata a "intervistarlo" nella sua camera d'albergo: "Mi disse di incontrarlo in un luogo preciso per l'intervista, ma quando arrivai non mi sentii a mio agio. Sentii che non era sincero e che, in effetti, aveva qualcos'altro in mente… Me ne andai subito e non gli chiesi mai più l'intervista. Pensai: ‘È pazzo, che comportamento poco professionale'".
E poiché nel podcast la Sainz ha fatto capire che non le è mai capitata un'altra cosa del genere, una vicenda che "l'ha sconvolta", non c'è neanche la possibilità (che sarebbe stata comunque minima) che due calciatori brasiliani di alto livello le abbiano entrambi chiesto di essere intervistati in albergo, comportandosi poi in maniera impropria. Anzi, molestandola, come Ines ha svelato oggi.