Edin Dzeko, capitano della Roma di Fonseca, è intervenuto per fare il punto sul club giallorosso, coinvolto nell'emergenza coronavirus ma anche in attesa di avere delucidazioni su come andrà a finire la stagione. Un anno di transizione per i colori giallorossi tra tanti bassi e alti che ne hanno condizionato l'andamento in campionato dove si lotta per i posti validi per le coppe internazionali. Un obiettivo che non può soddisfare il bosniaco, rimasto in Capitale proprio credendo nel nuovo progetto tecnico.

L'attaccante giallorosso ha sottolineato la precisa volontà di sposare la causa romanista con l'intento di esserne al centro, nel bene e nel male: "Ho ereditato la fascia da capitano e questo mi onora ma  mi sentivo già di esserlo al di là di avere la nomina ufficiale. Chi gioca a calcio lo sa: in un gruppo ci sono leader che sono tali anche senza indossare una fascia".

Resta a Roma, una scelta ‘facile'

Nel suo argomentare sul proprio ruolo all'interno della squadra allenata da Fonseca, Dzeko ritorna alla scelta di rimanere alla Roma: "Una famiglia, una realtà con cui ripartire. Non è stata una scelta difficile perché sono felice qui, insieme ai miei cari. Tutto ciò che ha fatto il club in queste settimane per aiutare le persone in difficoltà mi ha reso ancora più orgoglioso. Noi giocatori restiamo a disposizione della società per tutto".

La gaffe in cui dimentica capitan Florenzi

Dezko non ha paura delle responsabilità, anche quando ricorda che bisogna ripartire, tornare a giocare, per rifare serenità alle persone: "Si deve finire il campionato quando le condizioni lo permetteranno. Lo sport oggi non è una priorità, ma fa parte della vita di tutti: è giusto per tutte le persone, tornare a giocare. Continuerò a farlo da capitano. Un onore, perché eredito la fascia di grandi campioni come Totti e De Rossi. Ma sono abituato, sono capitano della Nazionale bosniaca e lo ero del Wolgsburg".